La Russa e Gattuso, il fischio e la Norvegia: le due Italie del calcio
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Redazione Sport
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Mentre la Nazionale si prepara a una sfida dall'esito ormai matematicamente vano, un'altra partita, fatta di parole e posizioni distanti, si gioca fuori dal campo. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo a un evento dedicato alla cultura del rispetto nello sport, ha infatti espresso il proprio dissenso verso le recenti critiche mosse dal commissario tecnico Gennaro Gattuso. Quest'ultimo, dopo la trasferta in Moldova, si era apertamente lamentato dei cori ostili rivolti alla squadra da una frangia di tifosi, un episodio che La Russa ha commentato con una posizione netta, affermando che "non si può dire ‘vergogna’ a un tifoso che fischia". Una presa di posizione che, al di là delle intenzioni, delinea un solco tra chi vede nel fischio un'espressione da contenere e chi, invece, lo ritiene un diritto inalienabile della tifoseria, gettando un'ombra sul tentativo, proposto dallo stesso evento, di costruire un percorso condiviso.
La realtà dei fatti per Gattuso
Dall'altra parte, Gennaro Gattuso, con la proverbiale schiettezza che lo caratterizza da sempre, affronta la vigilia della partita contro la Norvegia con i piedi ben piantati in una realtà tutt'altro che rosea. Ammettere che vincere 9-0 sia "impensabile" non è una resa, bensì la presa d'atto di una situazione complicata, dove il calcolo delle probabilità si scontra con la cruda aritmetica del girone. L'incontro con gli scandinavi, privato di qualsiasi valenza diretta per la qualificazione, si trasforma quindi in un test puramente interiore, un'occasione per gli azzurri di ritrovare una tenuta mentale e tattica in vista del ginepraio dei playoff, un appuntamento che ormai attende l'Italia per la terza edizione consecutiva.
Il futuro e i problemi di organico
L'attenzione del ct, infatti, è già proiettata verso febbraio e la necessità di "andare a tutti i costi al Mondiale", come lui stesso ha dichiarato, rivelando di star già organizzando una convocazione di due giorni per ricostruire lo spirito del gruppo. Un progetto ambizioso che, tuttavia, deve fare i conti con le avversità del momento, che continuano a privare la rosa di elementi importanti. All'infortunio di Riccardo Calafiori, un problema all'anca che il giocatore si porta dietro da tempo e che ne ha condizionato la stagione, si aggiunge infatti l'assenza di un altro pilastro, costringendo la squadra a ripensamenti tattici in vista dell'ultimo impegno.
Uno sguardo oltre il risultato
In questo quadro, le parole di La Russa suonano come un monito che trascende la semplice partita, toccando il delicato rapporto tra la squadra e il suo pubblico. Se da un lato Gattuso è chiamato a guidare i suoi in una partita senza la pressione del risultato utile, dall'altro il dibattito sul rispetto e sui confini della protesta sportiva dimostra quanto il cammino verso un'unione reale, invocata da più parti in vista dei playoff, sia ancora lastricato di incomprensioni e visioni contrastanti, che rischiano di dividere proprio quando sarebbe vitale essere compatti.




