Giorgetti: la Manovra in Consiglio dei ministri martedì, tabelle a Bruxelles entro il 15
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Redazione Interno
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Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato, con una dichiarazione rilasciata a margine dell'Ecofin, che la manovra economica per il 2025 approderà martedì pomeriggio in Consiglio dei ministri per la discussione e l'approvazione finale. "Se avessi tempo fino a Natale me lo prenderei – ha affermato il ministro, sottolineando la complessità dell'opera di bilanciamento – ma siccome c'è una regola che entro il 15 di questo mese devo mandare le tabelle a Bruxelles, entro il 15 le manderemo a Bruxelles". Questo passaggio, che rispetta il rigido calendario comunitario, rappresenta il primo atto formale di un percorso che si concluderà con l'approvazione definitiva della legge di Bilancio entro la fine dell'anno, un iter legislativo che il governo intende portare a compimento senza intoppi, come dimostra la convocazione imminente dell'esecutivo.
Le linee della futura Finanziaria
Mentre si completa l'edificio della manovra in vigore, i preparativi per la legge di Bilancio del 2026 sono già in una fase avanzata, come testimoniato dall'approvazione del Documento di programmazione finanziaria e di bilancio da parte sia del MEF che del governo nello scorso settembre. Le anticipazioni, emerse in varie sedi istituzionali, delineano una strategia fiscale che punta a un alleggerimento della pressione sui redditi da lavoro dipendente. Si parla, infatti, di un taglio dell'Irpef applicato specificamente agli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali, una misura che andrebbe a premiare i risultati della contrattazione. A questo si aggiungerebbe l'introduzione di un'aliquota agevolata, una sorta di flat-tax al 10%, concepita per gli straordinari e per il lavoro svolto durante i giorni festivi e notturni; un intervento che, nelle intenzioni del governo, potrebbe interessare una platea di quasi quindici milioni di lavoratori, escludendo però il pubblico impiego e le partite Iva.
Pensioni e benefit
Oltre alla leva fiscale, il disegno della prossima Finanziaria prevede di intervenire su altri fronti sensibili, come quello previdenziale. Viene data per certa la riconferma dei tre principali canali di pensionamento anticipato, ovvero l'Opzione Donna, la Quota 103 e l'Ape sociale, strumenti che hanno finora permesso a molti di accedere alla pensione prima del raggiungimento dei requisiti standard. In parallelo, si sta valutando la riapertura della procedura del silenzio-assenso per l'adesione alla previdenza complementare, uno strumento che in passato ha contribuito ad ampliare in modo significativo il numero degli iscritti ai fondi pensione. Non verrà trascurato neppure il capitolo dei fringe benefit, ai quali sarà riservato uno spazio nuovo, con l'obiettivo di offrire forme di retribuzione indiretta più flessibili e vantaggiose per i dipendenti.
I prossimi passi istituzionali
Alla luce di un'agenda così fitta di impegni, Giorgetti ha accennato alla necessità di ulteriori confronti all'interno della maggioranza, affermando, in merito a un eventuale nuovo vertice, che "dovremo vederci, discutere in Consiglio dei ministri com'è giusto che sia". Una dichiarazione che riflette la fase delicata di mediazione politica che precede il varo di provvedimenti di tale portata. L'atteso passaggio in Consiglio dei ministri della manovra per il 2026, previsto per la prossima settimana, segnerà dunque l'avvio ufficiale del dibattito parlamentare su un pacchetto di misure che tocca da vicino il potere d'acquisto delle famiglie e il sistema di welfare, in un contesto economico che richiede scelte oculate.




