Milano Cortina e i siti strategici italiani nel mirino degli hacker filorussi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel giorno dell’apertura ufficiale dei Giochi Olimpici, la cornice di Milano Cortina si conferma, come ampiamente temuto, uno dei principali bersagli della guerra ibrida condotta attraverso il cyberspazio. Una nuova e consistente ondata di attacchi informatici, di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), ha preso di mira nelle ultime ore una serie di siti web e infrastrutture digitali collegate all’evento, costringendo gli operatori della sicurezza nazionale a un monitoraggio costante e a interventi di mitigazione. Sebbene questi episodi, che mirano a sovraccaricare i server con un traffico fraudolento, raramente comportino la sottrazione di dati sensibili, il loro impatto è principalmente simbolico e di disturbo, volto a minare la regolarità di un appuntamento di risonanza planetaria.

Il quadro degli obiettivi colpiti e le conferme istituzionali

Il ventaglio degli obiettivi colpiti, stando a quanto appreso da fonti di sicurezza, risulta piuttosto ampio e non si limita alle sole entità sportive. Oltre al sito ufficiale della Fondazione Milano Cortina e a quello del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, gli attacchi hanno preso di mira anche realtà di primo piano nel panorama economico e tecnologico nazionale, come il colosso della difesa e aerospazio Leonardo e persino la catena della grande distribuzione Esselunga. Una conferma dell’allerta elevata era già giunta, del resto, dalle dichiarazioni rilasciate pochi giorni addietro dal ministro degli Esteri, il quale aveva rivelato di aver anticipato e bloccato tentativi analoghi contro alcune sedi diplomatiche all’estero e contro il sistema alberghiero di Cortina d’Ampezzo.

Il mosaico degli attori e le motivazioni geopolitiche

L’attribuzione di queste operazioni, sebbene complessa nel dettaglio tecnico, indica con chiarezza la regia di collettivi hacker che operano nella galassia filorussa, spesso in sovrapposizione con gli interessi strategici del Cremlino. Tra i gruppi più attivi in questa offensiva viene menzionato NoName057(16), noto per le sue campagne di azioni DDoS contro nazioni che supportano l’Ucraina. La scelta del timing, a poche ore dalla cerimonia inaugurale, non è affatto casuale ma risponde a un preciso calcolo volto a “sporcare” simbolicamente l’evento, generando disagio e incertezza in un momento di massima esposizione mediatica. Parallelamente, fonti di intelligence segnalano che all’azione di questi gruppi si affiancano, seppur con motivazioni ideologiche distinte e spesso contrastanti, anche cellule riconducibili al movimento Anonymous, che da anni conduce battaglie digitali contro infrastrutture pubbliche e private a livello globale.

La risposta del CNAIPIC e lo scenario di sicurezza

La risposta italiana a queste minacce diffuse è coordinata dal CNAIPIC, il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, che sta monitorando senza sosta l’evolversi della situazione. L’obiettivo principale è garantire la continuità operativa dei servizi essenziali e dei siti istituzionali, impedendo che gli attacchi di disturbo possano tramutarsi in intrusioni più profonde e dannose. Lo scenario che si delinea, pertanto, è quello di una competizione asimmetrica che si gioca sui server e sulla banda di rete, dove la posta in gioco supera i confini del semplice vandalismo digitale per toccare i nervi scoperti della stabilità nazionale e della percezione internazionale di un evento, le Olimpiadi, che per sua natura trascende l’ambito puramente sportivo.

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