Allarme per la peste suina africana in Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'allarme per la diffusione della peste suina africana (PSA) in Italia è in aumento a seguito del ritrovamento di diverse carcasse di cinghiali risultate positive al virus. L'epidemia continua a tenere in allerta le autorità della provincia di Pavia, con il numero di cinghiali positivi al virus che ha raggiunto la cifra di 44.

Nuovi casi e misure di contenimento

Negli ultimi giorni, ben 24 ungulati sono stati confermati come portatori del virus dall'Istituto Zooprofilattico di Perugia, centro di riferimento nazionale per la PSA. In risposta a questa situazione, sono state allargate le zone di restrizione.

Modifiche alle zone di restrizione

La pubblicazione del Regolamento di esecuzione UE (2024/413) ha identificato le nuove zone di restrizione in merito alla PSA in Italia. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, ha eliminato la cosiddetta zona di restrizione III a carico degli allevamenti che sono ormai indenni e senza casi positivi da tempo. Tuttavia, ha esteso le zone di restrizione I e II in tre regioni a causa dell’aumento del numero dei casi di cinghiali positivi alla PSA.

Richiesta di una nuova strategia

Confagricoltura, in una nota, ha osservato che, se da un lato il provvedimento elimina la cosiddetta zona di restrizione III a carico degli allevamenti che sono ormai indenni e senza casi positivi da tempo, dall’altro estende le zone di restrizione I e II in tre regioni a causa dell’aumento del numero dei casi di cinghiali positivi alla PSA. Di conseguenza, Confagricoltura ha sottolineato la necessità di una nuova strategia per affrontare la PSA tra i cinghiali.

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