La nuova Mazda MX-5 2027 tra silenzio imposto e puro piacere di guida
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Redazione Economia
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La Mazda MX-5, giunta ormai alla sua undicesima stagione di vita, si prepara a vivere un'altra piccola rivoluzione. Non quella, tanto attesa, del passaggio a una nuova generazione, che pure è già nell'aria e si materializzerà non prima del 2029, ma un aggiornamento di metà carriera che, per la prima volta, mette in discussione un elemento cardine della sua identità: il sound.
La Casa di Hiroshima si trova infatti a dover fare i conti con le nuove, severe normative giapponesi sulle emissioni acustiche, le cosiddette "External Noise Regulations", che minacciavano di mettere fuori legge la roadster nel suo stesso mercato d'origine. La risposta di Mazda è stata un intervento tecnico profondo e, per certi versi, controintuitivo, che ha reso la vettura più silenziosa all'esterno, ma che allo stesso tempo ha cercato di preservare, e in alcuni casi amplificare, il coinvolgimento del guidatore all'interno dell'abitacolo.
Il prezzo da pagare per una nuova normativa
Il nodo da sciogliere è rappresentato dalla fase 3 dei regolamenti giapponesi sul rumore, allineata con gli standard internazionali della UN R51-03, che stabilisce limiti di passaggio sonoro compresi tra 68 e 72 decibel, a seconda del rapporto peso/potenza del veicolo. Per una sportiva leggera e dal carattere spigliato come la MX-5, rispettare questi parametri non era affatto scontato e ha richiesto un ripensamento sostanziale di alcuni componenti meccanici.
I tecnici Mazda sono così intervenuti su più fronti, partendo dall'adozione di nuovi pneumatici a bassa rumorosità e passando alla revisione del sistema di aspirazione e scarico, con l'aggiunta di risonatori e rinforzi per smorzare le frequenze più "aggressive". Il provvedimento più evidente è stato l'ingrandimento del silenziatore, una modifica che, sulla versione RF con tetto rigido retrattile, ha avuto come conseguenza una riduzione della capacità del vano bagagli, sacrificata per far posto al nuovo componente.
Una scelta che dimostra come, per mantenere in vita il modello, Mazda abbia dovuto operare delle rinunce concrete, anteponendo l'omologazione alla pura funzionalità.
Un sound amplificato per non perdere l'anima sportiva
La riduzione del rumore esterno, se da un lato ha risolto il problema normativo, dall'altro rischiava di "asetticizzare" l'esperienza di guida, privandola di una componente fondamentale. Per evitare che la Miata perdesse la sua anima, Mazda ha escogitato una soluzione ingegnosa: rendere di serie, su tutte le versioni con capote in tela, il sistema "Induction Sound Enhancer".
Questo dispositivo, che in precedenza era un'opzione riservata al mercato giapponese, non è un artificio elettronico, ma un sistema meccanico che utilizza un condotto per captare e convogliare il suono naturale dell'aspirazione all'interno dell'abitacolo, amplificandolo senza l'ausilio di altoparlanti. Un modo, questo, per restituire al guidatore quella sensazione di connessione e di risposta meccanica che è alla base della filosofia "Jinba Ittai" tanto cara al marchio.
Parallelamente, per il mercato europeo, il discorso è stato quasi opposto: qui l'attenzione si è concentrata sul motore 1.5 litri Skyactiv-G, che ha ricevuto un incremento di potenza di 4 CV, passando a 136 CV, e una taratura acustica specifica per rendere il sound più coinvolgente e sottolineare il carattere diretto e reattivo della vettura.
Nuove versioni e dettagli per una MX-5 più moderna
L'aggiornamento Model Year 2027 non si limita alle questioni acustiche e alla messa a punto del propulsore. La gamma si arricchisce di nuovi allestimenti, a partire dalla versione speciale Yakudo, disponibile esclusivamente per la versione Soft Top, che si distingue per i dettagli cromati in argento, le pinze freno Brembo dello stesso colore e un abitacolo impreziosito da rivestimenti in Alcantara, per un'interpretazione più contemporanea e raffinata della roadster.
Accanto a questa, la già sportiva Homura viene ulteriormente potenziata con cerchi RAYS neri da 16 pollici, pinze Brembo rosse e ammortizzatori Bilstein. Per tutti gli allestimenti, invece, debutta una nuova tinta metallizzata, lo Zinc Green, che si aggiunge alla palette cromatica, e viene introdotto il sistema di serie Driver Attention Alert (DAA) per il monitoraggio dello stato di attenzione del conducente.
L'infotainment non è da meno, con il display centrale da 8,8 pollici che integra finalmente il controllo touch per Apple CarPlay e Android Auto, mentre le versioni con cambio manuale beneficiano di una risposta dell'acceleratore più pronta e dell'introduzione di un assistenza automatica al punta-tacco per rendere la guida sportiva ancora più accessibile e coinvolgente.
Un lungo addio al motore termico
Questo fitto aggiornamento arriva a coronamento di una carriera lunga e gloriosa per la generazione ND, che dal 2014 continua a difendere i valori della leggerezza e della trazione posteriore. La Casa, infatti, ha già confermato che l'attuale generazione rimarrà in produzione almeno fino al 2029, data in cui è previsto l'arrivo della nuova generazione.
Sebbene Mazda abbia assicurato che la prossima MX-5 conserverà il suo carattere leggero e un motore a quattro cilindri, è ormai assodato che dovrà fare i conti con l'elettrificazione, introducendo una qualche forma di ibrido per rispettare le normative sempre più stringenti.
La Mazda MX-5 2027 rappresenta quindi molto probabilmente l'ultimo, grande sforzo per ottimizzare la ricetta del puro motore termico aspirato, un canto del cigno che, grazie a questi interventi, si preannuncia più silenzioso fuori ma, per chi è al volante, altrettanto emozionante e vibrante come sempre.




