Alluvione in Emilia Romagna, danni e interventi della Protezione civile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il torrente Marzeno, durante il suo percorso verso Faenza, ha trascinato a valle tutto ciò che ha trovato lungo il percorso. Legna, detriti e fango hanno coperto i campi, causando danni ingenti. Una vettura sommersa è visibile lungo il corso d'acqua, insieme a una grande quantità di tronchi e detriti. La Protezione civile del Trentino è intervenuta con un impegno incessante nella gestione dell'emergenza post-alluvione. Circa 50 operatori, appartenenti a diverse strutture operative, sono intervenuti a supporto della popolazione del comune di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna.

Il ministro con delega alla Protezione Civile, Nello Musumeci, ha snocciolato le cifre in conferenza stampa: quasi 600 milioni di euro per la prevenzione del dissesto idrogeologico, ricevuti in dieci anni dal governo regionale. La Giunta regionale, guidata da Stefano Bonaccini, ha avuto come vice sia l'attuale segretaria del Pd Elly Schlein sia Irene Priolo, ora presidente della Regione. Priolo è stata nominata commissario per l'alluvione in Emilia Romagna e predisporrà entro 30 giorni un piano di interventi urgenti da sottoporre all'approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano.

L'ordinanza firmata da Ciciliano disciplina i primi interventi urgenti conseguenti agli eccezionali eventi meteorologici. Le misure e gli interventi urgenti riguardano il soccorso e l'assistenza alla popolazione, la rimozione delle situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità, il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture e la gestione delle macerie alluvionali. La Protezione civile del Trentino ha rafforzato il contingente con personale e nuovi mezzi che nella notte hanno raggiunto l'area colpita.

L'alluvione ha messo in luce la necessità di interventi strutturali per prevenire futuri disastri.

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