Pieraccioni su Sanremo: «Calimero è impazzito, dopo Topo Gigio chiama Sandokan»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In una delle sue tipiche, rocambolesche invenzioni comiche che ricordano certi memorabili siparietti de “Gli amici miei”, Leonardo Pieraccioni ha dato vita a un siparietto social destinato a far discutere. Attraverso un video, postato su Instagram e prontamente ripreso dallo stesso interessato, l’artista toscano ha infatti simulato una colorita telefonata con l’amico di sempre Giorgio Panariello, prendendo affettuosamente in giro le scelte del terzo incomparabile del trio, Carlo Conti. L’occasione, come spesso accade nel loro sodalizio, è stata fornita dalle notizie di cronaca spettacolo: in questo caso, l’annuncio ufficiale della partecipazione di Can Yaman come co-conduttore della prima serata del prossimo Festival di Sanremo.

La gag in vernacolo toscano

«Eh Giorgio... ascolta, ma quell’altro l’è impazzito. Calimero l’è impazzito», esordisce Pieraccioni, utilizzando il vezzeggiativo con cui spesso i colleghi identificano Conti e immergendo subito l’ascoltatore in quell’atmosfera di complicità dialettale che è un loro marchio di fabbrica. Il riferimento, immediato e pungente, va alla curata lista degli ospiti dell’edizione precedente del festival, che aveva visto sul palco dell’Ariston la presenza del pupazzo Topo Gigio. Una scelta, quella, che aveva suscitato non poche polemiche e dibattiti, trovando ora il suo ideale proseguimento – secondo la comica ricostruzione di Pieraccioni – nel coinvolgimento dell’attore turco, fresco del ruolo della Tigre della Malesia nel recente remake della fiction “Sandokan”.

Un crescendo comico tra pupazzi e personaggi

Il meccanismo umoristico, costruito con la sapienza di chi conosce alla perfezione i ritmi della battuta, procede per accumulo e iperbole. Dopo aver accostato, non senza una certa ironia, il celebre pupazzo degli anni Sessanta all’iconico personaggio creato da Emilio Salgari, l’artista completa il quadro con un elenco volutamente dissacrante e surreale. «Gli manca solamente Spongebob, il trenino Thomas e Mary Poppins», afferma infatti, dipingendo un immaginario palcoscenico sempre più affollato di figure tratte dall’intrattenimento per l’infanzia e dalla narrativa popolare, come a suggerire una deriva fantastica e poco ortodossa nella programmazione dell’evento canoro.

La presa di distanza in stile "Amici miei"

La conclusione della gag, che è poi la sua battuta finale, riprende quel tema della ritrosia e del “non ci mescoliamo” che è un classico della comicità toscana più autentica, resa celebre proprio dal film capolavoro di Mario Monicelli. «Anche se ci chiama, quest’anno non ci andiamo, non ci mescoliamo», dichiara infatti Pieraccioni rivolto all’interlocutore Panariello, sancendo – seppur nella finzione comica – una presa di distanza dalle scelte dell’amico Conti. Una presa di posizione ovviamente scherzosa, che però, nel suo sottotesto, sembra alludere a un più generale e bonario scetticismo verso certi format televisivi contemporanei, percepiti come eccessivamente orientati al clamore mediatico immediato piuttosto che a una proposta artistica tradizionale.

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