Pensioni a rischio, troppe uscite anticipate e sistema in crisi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il rapporto annuale dell'Inps ha lanciato un allarme sulla sostenibilità del sistema pensionistico italiano. Al 31 dicembre 2023, i pensionati erano circa 16,2 milioni, con una spesa complessiva di 347 miliardi di euro. Di questi, 7,8 milioni erano uomini e 8,4 milioni donne. Tuttavia, il reddito medio da pensione per gli uomini è superiore del 35% rispetto a quello delle donne. Le donne, pur rappresentando il 52% dei pensionati, percepiscono solo il 44% dei redditi pensionistici, ovvero 153 miliardi di euro contro i 194 miliardi degli uomini.
L'età media di pensionamento in Italia è di 64,2 anni, nonostante l'età legale per l'accesso alla pensione di vecchiaia sia fissata a 67 anni, la più alta nell'Unione Europea. Questo dato è dovuto alla presenza di numerosi canali di uscita anticipata dal mercato del lavoro. L'Inps ha evidenziato come l'invecchiamento della popolazione e la denatalità stiano mettendo a rischio la sostenibilità del sistema previdenziale.
Il rapporto sottolinea che il sistema pensionistico penalizza le donne. Le lavoratrici a riposo sono il 52% del totale, ma percepiscono solo il 44% dei redditi pensionistici. L'importo medio mensile dei redditi pensionistici percepiti dagli uomini supera quello delle donne di circa il 35%. Per gli uomini, il reddito medio da pensione è di 2.056,91 euro, mentre per le donne è di 1.524,35 euro.
L'Inps ha sollevato preoccupazioni riguardo alle numerose uscite anticipate dal mercato del lavoro, che contribuiscono a mantenere l'età effettiva di pensionamento relativamente bassa.




