Crisi di governo in Germania, elezioni anticipate inevitabili
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Redazione Esteri
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Non è passato molto tempo prima che la mia intuizione sul rischio di elezioni anticipate in Germania si materializzasse. Questa è la potenza del pensiero catastrofico. E quasi a suggellare questa mia previsione, in sole 24 ore, una serie di indicatori contrarian hanno iniziato a circolare nel panorama politico e nei mercati, segnalando una situazione in rapido deterioramento. Berlino, da paladina del rigore a Grecia 2.0: adesso arriva l’esercizio provvisorio di bilancio. In un colpo di scena che farebbe sorridere i ministri delle finanze del Sud Europa, la Germania – paladina storica del rigore fiscale – si trova ora impantanata in una crisi di bilancio che ha del paradossale.
Il governo “Semaforo” si è disfatto come neve al sole, dopo il licenziamento dei Liberali, e ora non ha la maggioranza. Il bilancio 2025 non è stato ancora approvato. Le speranze di un accordo sono minime, praticamente nulle, e con le elezioni il 23 febbraio non c’è nessuna possibilità di approvazione. Nonostante le ultime comunicazioni al Bundestag di Olaf Scholz sulla situazione del paese si siano inevitabilmente trasformate nel primo scontro elettorale fra il cancelliere e il suo aspirante successore e leader della CDU Friedrich Merz, il ritorno della Grosse Koalition è una delle ipotesi possibili. Anche se non è affatto certo che sarà Scholz a correre per l’SPD. In Germania la campagna è lanciata. Che Scholz perderà quasi certamente - è in calendario solo per il 16 dicembre e se per le elezioni bisognerà attendere il 23 febbraio, la campagna è ormai lanciata e il leader della CDU Friedrich Merz si è dimostrato poco conciliante nei confronti del rivale socialdemocratico.
“È stato lei a dividere il Paese, a condurlo nel caos e nell’ingovernabilità”, ha detto Merz rivolgendosi a colui che potrebbe essere il suo predecessore.




