Scoperto un nuovo minerale nelle cave di carrara, si chiama delchiaroite
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Redazione Interno
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C’è una scoperta, quella venuta alla luce nelle viscere delle Alpi Apuane, che sembra uscita da un romanzo di formazione geologica più che da un manuale di mineralogia. Eppure, è realtà: un nuovo minerale, mai osservato prima in natura, è stato identificato all’interno delle cavità dei marmi del territorio di Carrara, e precisamente nell’area di Colonnata. A dare il nome a questa rarità cristallina – un ioduro-metantiolato di rame, per la precisione – è stato il suo scopritore, Lorenzo Del Chiaro, un appassionato cultore della disciplina la cui lungimiranza (insieme a quella di un capocava del bacino) ha permesso di preservare un campione destinato a fare storia.
Una gemma invisibile a occhio nudo
Il ritrovamento, avvenuto nella tarda primavera dello scorso anno, ha richiesto mesi di analisi prima di ottenere l’approvazione ufficiale come nuova specie mineralogica. Il team, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, ha studiato il minuscolo frammento nei laboratori del Cisup, dove è emersa la sua natura unica. Si presenta sotto forma di esilissimi cristalli di colore giallo, le cui dimensioni – inferiori a un decimo di millimetro – ne fanno una sorta di “gemma” invisibile a chi non disponga degli strumenti adeguati. E proprio questa fragilità dimensionale, paradossalmente, ne accresce il valore scientifico.
L’omaggio a un cercatore appassionato
È stato battezzato «delchiaroite» in omaggio a Lorenzo Del Chiaro, figura cardine nella rete di quei cercatori volontari la cui passione si rivela spesso preziosa per i ricercatori di professione. Senza la sua attenzione, e senza la sensibilità di chi ha custodito il campione, quel pugno di cristalli gialli sarebbe probabilmente finito disperso tra gli scarti delle bancate. Ora, invece, l’esemplare è custodito nelle collezioni mineralogiche del museo di storia naturale dell’ateneo pisano, dove rappresenta il primo caso al mondo di ioduro-metantiolato di rame trovato in ambiente naturale.
Dalla primavera scorsa all’ufficialità
La scoperta risale alla tarda primavera dello scorso anno, ma solo di recente è arrivato il crisma ufficiale che sancisce la novità per la comunità scientifica. Non si tratta, va detto, di un minerale destinato a usi industriali o commerciali: la sua rilevanza è tutta teorica e tassonomica, e getta luce su processi chimici mai osservati prima in natura. Le cavità del marmo apuano – quelle stesse che hanno restituito reperti celebri in passato – continuano così a riservare sorprese, confermando la loro straordinaria complessità geologica.




