Notte di fuoco su Kiev, nuovo massiccio attacco missilistico russo: dieci feriti tra cui un bambino

Notte di fuoco su Kiev, nuovo massiccio attacco missilistico russo: dieci feriti tra cui un bambino
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La capitale ucraina è stata nuovamente presa di mira da un pesante attacco missilistico russo durante la notte, con un bilancio che si aggrava di ora in ora. Secondo quanto riportato dai servizi di emergenza ucraini, citati dall'agenzia Ukrinform, sarebbero almeno dieci le persone rimaste ferite, tra cui un bambino, in quella che rappresenta la terza ondata di bombardamenti mirati sulla città nel corso dell'ultima settimana.

Le esplosioni e gli incendi che ne sono conseguiti hanno interessato diversi quartieri, tra cui Solomiansk, Darnytski e Dniprovsk, gettando la popolazione nel terrore e costringendo le autorità a lanciare continui appelli alla calma e alla sicurezza.

L'attacco e i quartieri colpiti

L'incursione notturna, iniziata nelle prime ore di sabato, ha colpito duramente la capitale, causando danni ingenti in tre distretti chiave della città. Nel quartiere di Solomiansk, un edificio adibito a uffici e magazzini è stato colpito in pieno, provocando un incendio che i vigili del fuoco sono riusciti a domare solo dopo ore di lavoro. La deflagrazione ha causato anche il danneggiamento di una locomotiva ferroviaria a causa dell'onda d'urto.

Nella zona di Darnytski, invece, un attacco ha danneggiato la sala di controllo elettrico dei semafori, causando la rottura dei vetri nelle abitazioni limitrofe, mentre nel distretto di Dniprovsk un magazzino è andato a fuoco. Questi attacchi, che si susseguono con crescente intensità, dimostrano come la Russia continui a esercitare una pressione costante sulle infrastrutture civili e strategiche della capitale.

La risposta ucraina e le operazioni in territorio russo

La recrudescenza degli attacchi su Kiev arriva a stretto giro di posta rispetto alle operazioni militari ucraine condotte in profondità all'interno del territorio russo. Nella giornata di ieri, infatti, un attacco con droni ha colpito la raffineria di Ilsky, situata nella regione di Krasnodar, nel sud della Russia, provocando un vasto incendio. L'impianto, considerato strategico per l'industria energetica russa, ha una capacità produttiva annua di quasi 6,6 milioni di tonnellate di carburante.

Si tratta dell'ultimo episodio di una campagna ucraina che mira a colpire le infrastrutture petrolifere nemiche per minare lo sforzo bellico di Mosca, una strategia che, secondo il presidente Volodymyr Zelensky, ha reso ormai nessuna raffineria russa al sicuro.

L'impasse diplomatica sull'Unione Europea

Sul fronte diplomatico, l'Europa sembra inceppata nell'ennesimo tentativo di trovare una posizione comune contro Mosca. Il ventunesimo pacchetto di sanzioni, discusso in una lunga riunione del Coreper II, il comitato che riunisce i rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri, si è concluso con una fumata nera. A differenza di quanto accaduto in passato, l'ostruzionismo non è stato imputato al veto dell'Ungheria, ma le divisioni interne all'UE hanno impedito di raggiungere la quadra necessaria per varare nuove misure restrittive.

Questo stallo diplomatico, che giunge in un momento di particolare tensione sul campo, evidenzia le difficoltà dell'Unione nel mantenere una linea unitaria e incisiva contro la Russia, mentre l'Ucraina continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane e distruzione.

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