Sparatoria a Kiev tra Sbu e Gur, la rivalità tra i servizi segreti ucraini finisce in un conflitto a fuoco

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una sparatoria tra membri della stessa intelligence, quella ucraina, ha scosso il quartiere residenziale di Berezniaky, a Kiev, nella mattina del 2 settembre. Il conflitto a fuoco, che ha coinvolto agenti del Servizio di sicurezza ucraino (Sbu) e colleghi del Direttorato centrale di intelligence del ministero della Difesa (Gur), è l'episodio più eclatante di una rivalità che covava da tempo tra i due servizi, resa ancora più acuta dalla guerra su larga scala con la Russia e dalla conseguente sovrapposizione di competenze.

Nello scontro sono rimasti feriti tre membri della direzione del Gur, uno dei quali in modo grave, secondo quanto riportato da fonti locali.

L'ombra di un complotto russo e la scomparsa di un attivista

La scintilla che ha fatto esplodere la tensione sembra essere legata alla vicenda di Stepan Kaplunov, vicecomandante del Corpo dei volontari russi (Rdk), un'unità composta da dissidenti russi che combatte a fianco dell'Ucraina ed è inquadrata nel Gur. Secondo la ricostruzione fornita dallo Sbu, Kaplunov sarebbe stato contattato dai servizi di sicurezza russi (Fsb) e incaricato di preparare un attentato ai danni di un esponente dell'opposizione russa in visita in Ucraina per la Festa dell'indipendenza, il 24 agosto.

Lo Sbu sostiene di averlo arrestato il 23 agosto e di averlo poi rilasciato dopo aver ottenuto una confessione, e di aver trovato nel suo telefono prove a sostegno dell'accusa, inclusi messaggi che dimostrerebbero i contatti con l'Fsb.

La versione di Kaplunov: "Sono stato rapito e costretto a firmare"

Una versione dei fatti completamente opposta è stata raccontata dallo stesso Kaplunov, che ha rilasciato un'intervista e un video appena tornato in libertà. Il vicecomandante del Rdk ha dichiarato di essere stato aggredito il 23 agosto da uomini che si sono presentati come poliziotti, per poi essere condotto in una struttura segreta e detenuto per nove giorni. Kaplunov ha raccontato di essere stato sottoposto a pressioni e minacce di morte per firmare una falsa confessione in cui ammetteva la collaborazione con l'Fsb, un'accusa che ha fermamente respinto.

Secondo la sua ricostruzione, l'obiettivo dell'operazione dello Sbu sarebbe stato quello di screditare il Corpo dei volontari russi e, di conseguenza, il Gur, l'intelligence militare a cui l'unità risponde. Il suo avvocato, Taras Borovsky, ha confermato che il suo assistito era già stato rapito il 23 agosto, contestando la tempistica e la legittimità dell'arresto.

La dinamica dello scontro a fuoco e le indagini

La situazione è precipitata nella notte tra l'1 e il 2 settembre, quando gli agenti dello Sbu, che stavano conducendo una perquisizione nell'appartamento di Kaplunov al civico 10 di via Yuri Shumsky, si sono trovati di fronte i colleghi del Gur. Le ricostruzioni degli eventi sono contrastanti: lo Sbu sostiene che la sua squadra sia stata aggredita da uomini armati del Gur che hanno bloccato il passaggio con le loro automobili, costringendo l'unità speciale Alfa a intervenire.

Secondo altre fonti, il Gur era stato allertato dai compagni di Kaplunov, che avevano denunciato la sua scomparsa e si erano visti negare informazioni dallo Sbu. Le immagini del conflitto a fuoco non hanno permesso di stabilire con certezza chi abbia aperto il fuoco per primo. Di certo, un video diffuso sui social mostra due gruppi di uomini incappucciati prima discutere animatamente e poi spararsi.

La reazione di Zelensky: "Vergognoso, si spara solo ai russi"

L'episodio ha provocato la dura e immediata reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nel suo videomessaggio serale ha definito lo scontro "assolutamente vergognoso". "L'uso di armi da fuoco qui in Ucraina è consentito solo contro gli invasori russi, per la difesa dell'Ucraina. Il nostro Stato non considererà mai accettabile nessun altro scontro a fuoco", ha ribadito il presidente.

Zelensky ha annunciato di aver discusso della situazione con il procuratore generale Ruslan Kravchenko, incaricato di fare luce sull'accaduto, e ha disposto un'indagine interna che coinvolga entrambi i servizi.

Le prime conseguenze non si sono fatte attendere: il presidente ha rimosso dall'incarico Oleh Khramov, il capo del dipartimento per la protezione dei segreti di Stato dello Sbu, e ha annunciato il licenziamento dei vicecapi di entrambe le agenzie, sottolineando che entrambe le parti devono essere ritenute responsabili per aver agito in un modo assolutamente inaccettabile.

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