Inzaghi-Pisa, l’addio che lascia strascichi: ora si apre il valzer delle panchine
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Redazione Sport
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La notizia della separazione tra Pippo Inzaghi e il Pisa, ormai data per certa nonostante il condizionale di rito, ha lasciato dietro di sé un’amarezza che difficilmente si dissiperà in fretta. Da una parte, il tecnico, che pure aveva guidato la squadra verso una promozione in serie A inaspettata e celebrata, si aspettava un dialogo diverso con la società, più aperto alle sue richieste. Dall’altra, il club, che pure aveva puntato su di lui con convinzione, non ha digerito le modalità e i tempi con cui si è consumata la rottura.
Quello che sembrava un idillio, tra una tifoseria entusiasta, una dirigenza che aveva inseguito a lungo l’ex attaccante e un allenatore con il sogno nerazzurro nel cassetto, si è infranto contro divergenze insanabili sul progetto futuro. La promozione, ottenuta con merito ma non prevista tra gli obiettivi iniziali, non è bastata a salvare un rapporto che, nelle ultime settimane, aveva mostrato crepe sempre più evidenti.
Intanto, il Pisa ha già avviato la ricerca di un sostituto, e tra i nomi che circolano spiccano quelli di altri protagonisti del mondiale 2006. Andrea Pirlo, dopo l’esperienza alla Juve e in Turchia, potrebbe essere una delle opzioni, così come Alberto Gilardino, reduce da un buon percorso con il Genoa. Ma c’è anche Paolo Zanetti, attualmente al Verona, che piace per il suo approccio pragmatico.
Nel frattempo, Inzaghi, libero di trattare con il Palermo – anche se manca ancora un’intesa tra le società – ha scelto di assistere alla finale di Champions a Monaco, quasi a sottolineare una pausa di riflessione prima del prossimo passo. Quello che è certo è che, dopo questa esperienza, il tecnico bresciano dovrà ricominciare altrove, in un campionato, quello di serie A, che lui stesso ha definito "un altro sport".




