Poste Italiane, Del Fante: "Competitivi sulla politica dei dividendi" dopo i risultati record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, nel corso della conference call con gli analisti dedicata all'esame dei conti, ha affermato che sul tema dei dividendi l'azienda intende "restare competitivi", una dichiarazione che giunge in un momento in cui il continuo apprezzamento del titolo in Borsa sta progressivamente erodendo il dividend yield, ossia quel rapporto tra dividendo corrisposto e prezzo dell'azione che è cruciale per gli investitori. Del Fante, il quale ha guidato la società verso traguardi finanziari senza precedenti, ha inoltre precisato che "a febbraio annunceremo la nostra posizione sul dividendo per il 2026", delineando così una tempistica precisa per un annuncio molto atteso dal mercato.

I conti migliori dalla quotazione

Le dichiarazioni sul futuro si innestano su una performance economica eccezionale, che Poste Italiane stessa non esita a definire come la migliore da quando, nel 2015, il gruppo è approdato in Piazza Affari. L'utile netto, infatti, ha registrato un significativo balzo dell'11,2%, attestandosi a 1,77 miliardi di euro, un dato che conferma la solidità del modello di business. "Dopo cinque trimestri consecutivi con una performance a livello record", ha sottolineato Del Fante, illustrando con soddisfazione un percorso di crescita costante, "abbiamo nuovamente raggiunto risultati straordinari con ricavi nei primi nove mesi pari a 9,6 miliardi, in crescita del 4% su base annua". A completare un quadro già più che positivo, il risultato operativo rettificato, l'Ebit adjusted, che ha segnato un incremento del 10% toccando la soglia di 2,5 miliardi.

La reazione del mercato e la strategia confermata

Le reazioni degli analisti ai dati resi noti sono state complessivamente positive, giudicando i conti solidi e addirittura superiori alle attese del mercato, un elemento che ha contribuito a rasserenare gli animi dopo un avvio di seduta piuttosto incerto, caratterizzato da un calo dello 0,6%. La società, che ha saputo implementare con efficacia una strategia di controllo dei costi, ha poi trovato la strada del rialzo, confortata anche dalla conferma della guidance per l'intero esercizio. Il percorso per il 2025 rimane dunque invariato, con l'obiettivo di chiudere l'anno con un risultato operativo adjusted di 3,2 miliardi e un utile netto che dovrebbe raggiungere i 2,2 miliardi, traguardi che, se confermati, rappresenterebbero un nuovo storico punto di arrivo.

La solidità di un percorso pluriennale

Quella che emerge dai numeri è l'immagine di un'azianda che ha consolidato la propria redditività attraverso una gestione oculata e una visione strategica di lungo periodo, le quali hanno permesso di superare le attese per diversi trimestri di fila. La crescita dei ricavi, unita all'espansione dei margini operativi, delinea un percorso di sviluppo sostenuto e ben strutturato. La volontà di mantenere una politica dei dividendi competitiva, nonostante la dinamica del prezzo del titolo, si configura perciò come un tassello fondamentale di una strategia complessiva tesa a valorizzare gli azionisti, i quali vedono riconosciuto il proprio investimento sia attraverso la remunerazione diretta, sia mediante la creazione di valore nel medio-lungo termine.

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