Poste Italiane, Del Fante certifica il 2025 come l’anno dei record finanziari e della logistica
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Redazione Economia
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Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha chiuso il 2025 con numeri che non hanno precedenti nella storia dell’azienda, e a certificarlo è lo stesso amministratore delegato in un’intervista rilasciata al TG Poste, dove ha presentato un bilancio che poggia su due pilastri portanti: la performance straordinaria dei servizi finanziari e assicurativi, e la crescita esponenziale nel settore dei pacchi, ormai divenuto il traino principale della logistica aziendale. I ricavi complessivi si attestano a 13,1 miliardi di euro, in rialzo del 4,2 per cento rispetto all’esercizio precedente, mentre l’utile netto tocca quota 2,2 miliardi, segnando un incremento del 10 per cento e superando di fatto gli obiettivi che erano stati fissati nel piano industriale 2024-2028 -1-5. Il margine operativo lordo adjusted, che si attesta a 3,2 miliardi, conferma una redditività mai registrata prima d’ora, e tutto questo mentre la trasformazione interna, quella che Del Fante stesso definisce “dalla posta ai pacchi”, continua ad accelerare a ritmi serrati -2-7.
La macchina finanziaria e il ritorno per gli azionisti
A trainare i conti è soprattutto la divisione finanziaria, che con i suoi 5,7 miliardi di ricavi rappresenta il cuore pulsante dell’intero conglomerato, e lo fa grazie a un margine di interesse ai massimi storici e a una raccolta che ha visto le attività finanziarie investite dalla clientela raggiungere i 600 miliardi di euro -1-2. Non meno rilevante è il contributo del comparto assicurativo, cresciuto dell’11,3 per cento fino a 1,8 miliardi, un balzo in avanti che testimonia come la strategia di diversificazione stia producendo i suoi frutti, mentre Postepay – ormai integrata anche con il business dell’energia, forte di oltre un milione di clienti – continua a macinare transazioni e ricavi -1-8. Su queste basi, il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 1,25 euro per azione, in crescita del 16 per cento rispetto all’anno precedente, che porterà nelle tasche degli azionisti 1,6 miliardi complessivi con un payout ratio del 73 per cento; un segnale chiaro, come ha tenuto a sottolineare Del Fante, della solidità della generazione di cassa e della volontà di premiare chi scommette sul gruppo -2-3.
La metamorfosi logistica e il ruolo in Tim
Parallelamente alla performance finanziaria, ciò che emerge con forza dai dati diffusi è la metamorfosi della divisione corrispondenza, pacchi e distribuzione, che ha generato ricavi per 3,9 miliardi con una crescita trainata esclusivamente dalla logistica – +9,4 per cento – e da volumi di pacchi consegnati che hanno superato i 340 milioni di unità, in aumento del 13,3 per cento su base annua -1-2. Il calo fisiologico della corrispondenza tradizionale, che pure continua a pesare per 2,1 miliardi, viene quindi più che compensato dall’esplosione dell’e-commerce e dalla capacità di Poste di intercettare quella domanda, anche grazie a una rete interna di corrieri che oggi copre il 43 per cento delle consegne, e a una flotta sempre più elettrificata che viaggia in parallelo con la transizione green dell’azienda -2-6. Sul fronte delle partecipazioni strategiche, Del Fante ha ribadito come il lavoro a stretto contatto con Tim proceda spedito: Poste, che detiene il 27,3 per cento del gruppo tlc, sta contribuendo alla stabilizzazione della governance e allo sviluppo di sinergie industriali di lungo periodo, con iniziative che vanno dal procurement congiunto alla joint venture sui servizi cloud, passando per il lancio di Tim Energia powered by Poste Italiane nei punti vendita dell’ex monopolista -3-8.
La riorganizzazione interna e la spinta sul digitale
Non è solo una questione di numeri, però, perché dietro i risultati record c’è una riorganizzazione profonda che Del Fante ha avviato per creare un polo finanziario in grado di integrare pagamenti e servizi finanziari in un’ottica sempre più incentrata sul cliente, e lo dimostra il successo della nuova app “P”, che ha unificato le vecchie piattaforme Bancoposta e Postepay -7-9. Con oltre quattro milioni di utenti attivi ogni giorno, l’applicazione è diventata la più utilizzata tra quelle delle aziende italiane, e la migrazione – che ha portato a guadagnare utenti invece che perderne – è la prova che la digitalizzazione, in Poste, non è più soltanto uno slogan ma una realtà operativa -9. E mentre il gruppo conferma per il 2026 una guidance che vede il risultato operativo adjusted salire sopra i 3,3 miliardi e l’utile netto a 2,3 miliardi, al netto della partecipazione in Tim, si lavora anche all’ingresso nel capitale del Polo Strategico Nazionale, con una trattativa in corso per acquisirne il 20 per cento, un altro tassello che andrebbe a rafforzare il ruolo di Poste come azionista di riferimento in settori chiave per il paese -7-10.




