Poste, Del Fante: "Con Tim unione fa la forza, 1 più 1 fa tre"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   "L'unione fa la forza, in un momento in cui la scala di investimenti su data center, Ai, trasformazione digitale, diventa importante. Tim è azienda leader per cloud e AI, Poste ha un bilancio più importante e una capacità di investimento più importante. Mettendoci assieme possiamo fare di più che da soli. Uno più uno fa tre".

Con queste parole, pronunciate ai microfoni di Radio 24 nel programma Focus Economia, Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, ha commentato l'avvio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata dal gruppo su Tim, dando il via a un'operazione destinata a ridisegnare gli equilibri del settore delle telecomunicazioni e dei servizi in Italia.

La strategia dell'integrazione e le sinergie attese

L'offerta, partita ufficialmente il 20 luglio e che si chiuderà l'11 settembre, mira a creare quella che Del Fante e il direttore generale Giuseppe Lasco hanno definito "la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese". L'obiettivo dichiarato è quello di integrare due eccellenze italiane, combinando la capillarità territoriale e la solidità finanziaria di Poste con le competenze tecnologiche e le infrastrutture digitali di Tim, per competere con maggiore forza in un contesto economico che richiede ingenti investimenti in innovazione e trasformazione digitale.

Secondo il prospetto informativo dell'opas, l'operazione potrebbe generare sinergie ante imposte per almeno 700 milioni di euro annui a regime, di cui circa 500 milioni derivanti da efficienze di costo e oltre 200 milioni da sinergie di ricavo, come la razionalizzazione dei costi operativi e l'ottimizzazione delle piattaforme IT.

I dettagli dell'offerta e la soglia del 66,67%

Per ogni azione Tim portata in adesione, Poste Italiane riconoscerà un corrispettivo di 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione del gruppo postale. A titolo esemplificativo, un azionista che conferisse 500 azioni Tim riceverebbe 835 euro in denaro e 109 nuove azioni Poste. L'operazione è condizionata al raggiungimento di una partecipazione superiore al 66,67% del capitale sociale di Tim, soglia che il consiglio di amministrazione di Poste ha dichiarato obbligatoria per procedere.

Tuttavia, come chiarito dallo stesso Del Fante, se al termine dell'offerta la soglia non dovesse essere raggiunta, sarà il cda a pronunciarsi sulla possibilità di rinunciare a questa condizione e di andare comunque avanti nell'operazione. L'obiettivo ultimo, come indicato nel prospetto informativo, resta il delisting di Tim da Euronext Milan, ritenuto funzionale a un processo di integrazione più rapido ed efficace.

Tutela del marchio, occupazione e futuro del gruppo

In un'intervista, Del Fante ha tenuto a precisare che l'operazione non comporterà la scomparsa del marchio Tim, che verrà preservato insieme alla sua base clienti e alla sua storia. I negozi Tim continueranno in larga parte la loro attività, integrandosi nella rete di Poste, mentre all'interno degli uffici postali saranno creati punti dedicati ai servizi e ai prodotti dell'ex monopolista.

Sul fronte occupazionale, il prospetto dell'offerta contiene rassicurazioni esplicite, sottolineando la complementarità dei business e l'assenza di impatti negativi sull'organico e sui siti produttivi delle due società, con l'obiettivo di preservare la capillarità dei servizi. Dal punto di vista finanziario, il gruppo combinato nascerebbe con ricavi gestionali aggregati di circa 26,9 miliardi di euro, un utile operativo di 4,8 miliardi e circa 140.

000 dipendenti, configurandosi come un polo integrato di primaria importanza in Italia nei settori della connettività, dei servizi tecnologici, finanziari, assicurativi e della logistica.

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