Poste Italiane, un trimestre da record e l’ad Del Fante rilancia: “Con Tim saremo i numeri uno nella telefonia”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non si ferma la corsa di Poste Italiane. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante, presentando i conti relativi ai primi tre mesi dell’anno, ha dovuto prendere atto di un’ennesima performance positiva: quella appena archiviata, vale la pena sottolinearlo, rappresenta già il quarto trimestre consecutivo chiuso con risultati senza precedenti. I ricavi, che hanno raggiunto quota 3,5 miliardi di euro, registrano un incremento dell’8%, un traino che l’azienda attribuisce al contributo solido di tutte le divisioni di business, dalla corrispondenza ai servizi finanziari. È proprio questa crescita diffusa, unita a una politica stringente sul fronte dei costi – resa ancor più necessaria dalla precedente ondata inflazionistica – a spiegare il balzo del 14% del risultato operativo adjusted, attestatosi a 905 milioni di euro. L’utile netto, a sua volta, non è da meno, assestandosi a 617 milioni e confermando la capacità del colosso logistico e finanziario di generare valore anche in un contesto macroeconomico complesso.

La guidance al rialzo e la scommessa sull’integrazione

Forte di questi numeri, l’amministratore delegato non si è però limitato a celebrare il passato recente. La società ha infatti rivisto al rialzo le proprie ambizioni per l’intero esercizio, portando l’obiettivo del risultato operativo adjusted a 3,4 miliardi di euro. Ma è sullo sfondo dell’operazione destinata a ridisegnare gli equilibri del settore che Del Fante ha giocato la carta più pesante. L’integrazione con Tim, un’operazione del valore complessivo di 10,8 miliardi di euro perfezionabile – secondo le previsioni del manager – entro il terzo trimestre dell’anno, non è più solo un’astratta manovra finanziaria. “La combinazione delle nostre attività in ambito telecomunicazioni con il segmento consumer di Tim”, ha dichiarato l’ad, “creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore”. Si tratta di un passaggio epocale per un’azienda che, storicamente legata al recapito fisico, ambisce a diventare un polo integrato dove logistica, finanza, digitale e tlc convergono in un unico grande ecosistema.

La strategia industriale e i numeri della crescita fisica

Nonostante la prospettiva di diventare un gigante della telefonia, il core business tradizionale continua a fornire segnali di salute. Lo testimoniano gli 89 milioni di pacchi consegnati nel trimestre, una mole di volumi che conferma la centralità dell’azienda nelle abitudini degli italiani. Il progetto “Postecom”, che verrà svelato nel dettaglio il prossimo 24 luglio in occasione della presentazione del nuovo piano industriale al 2030, rappresenta la chiave di volta per non disperdere questa eredità, anzi, per potenziarla attraverso la leva digitale. La nuova controllata servirà da cerniera tra l’antica capillarità territoriale e i nuovi servizi a valore aggiunto, facendo leva su una base clienti vastissima per spingere i servizi assicurativi e quelli di pagamento, quest’ultimi già in crescita a doppia cifra. La logica, insomma, è quella di uno sviluppo organico dove ogni ramo (dalla logistica alla finanza) alimenta gli altri.

La “battaglia” (pacifica) del mobile e i tempi dell’offerta

L’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim, che scatterà formalmente a luglio, prevede un corrispettivo che Del Fante ha definito “caratterizzato da un premio significativo” per gli azionisti del target. Una volta acquisito il controllo del ramo consumer, la priorità sarà l’integrazione delle rispettive reti di vendita e delle piattaforme tecnologiche. Il mercato, che da mesi segue con attenzione l’evoluzione di questa partita, avrà quindi un banco di prova immediato: verificare se la creazione di questo nuovo colosso riuscirà effettivamente a generare le sinergie promesse o se, come spesso accade in operazioni di questa portata, le difficoltà emergeranno nella fase di integrazione post-acquisizione. Per ora, Poste Italiane si gode i numeri record di un trimestre che l’hanno vista superare le aspettative, in attesa che il prossimo autunno segni l’inizio di una nuova era per le telecomunicazioni italiane.

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