Shomurodov guida l’assalto della Roma alla Champions, tra paradossi e speranze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Toccherà ancora a lui, Eldor Shomurodov, l’attaccante uzbeko che nella stessa stagione è stato sul punto di lasciare la Roma in due occasioni diverse. Un paradosso, considerando che il suo nome sembrava destinato a svanire dai radar giallorossi: prima nell’estate scorsa, quando il trasferimento all’Atlanta United naufragò per un banale intoppo burocratico legato al fuso orario, e poi a gennaio, quando la trattativa con il Venezia si bloccò dopo il suo gol decisivo contro l’Eintracht Francoforte in Europa League. Ora, a 90 minuti dalla fine del campionato, è proprio lui a impersonare le speranze di una squadra che sogna la Champions.

La Roma, reduce dal successo contro il Milan, ha raggiunto i 66 punti, avvicinandosi a un solo lunghezza dalla Juventus, quarta. Uno scenario impensabile fino a poche settimane fa, ma reso possibile dalla rimonta guidata da Claudio Ranieri, che ha ridato slancio a una squadra altrimenti condannata all’anonimato. Se i giallorossi vincono contro il Torino e la Juve non supera il Bologna, il ritorno in Champions – mancato dal 2018 – diventerebbe realtà. Un traguardo che, oltre a riportare la Roma tra le élite del calcio europeo, segnerebbe un punto di svolta dopo anni di altalenanti prestazioni.

Per i granata, invece, l’ultima giornata è poco più che una formalità, con la salvezza già conquistata. Ma all’Olimpico di Torino si giocherà molto di più: è l’ultima partita di Ranieri sulla panchina giallorossa, e potrebbe essere anche l’atto conclusivo di una stagione che, nonostante le difficoltà, ha mantenuto vive le ambizioni fino all’ultimo.

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