Papa Francesco in miglioramento: ventilazione meccanica ridotta, preghiere da ogni angolo
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Redazione Salute
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Le condizioni di Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo il broncospasmo che lo ha colpito venerdì scorso, sembrano mostrare segnali di miglioramento. Nelle ultime ventiquattro ore, il pontefice ha alternato la ventilazione meccanica non invasiva a periodi di ossigenoterapia ad alti flussi, un passaggio che in gergo medico viene definito “svezzamento”. “Significa che sta migliorando”, spiega Andrea Montagnani, presidente eletto di una delle principali società mediche italiane. “La ventilazione meccanica assistita supporta la respirazione e, se le cose vanno bene, viene progressivamente ridotta per lasciare spazio a tecniche meno invasive”. Al momento, il Papa non presenta febbre né leucocitosi, due indicatori che avrebbero potuto segnalare l’insorgere di un’infezione respiratoria, conseguenza temuta dell’inalazione di vomito durante il broncospasmo.
Intanto, da ogni parte d’Italia e non solo, arrivano preghiere e messaggi di sostegno. A Bari, nella basilica di San Nicola, gremita fin dalle prime ore del mattino, si intrecciano storie di devozione e speranza. Tra le scolaresche e i turisti che affollano i banchi, Svetlana, una donna ucraina dagli occhi grandi e chiari, accende una candela davanti alla statua del santo. Con un segno della croce ortodosso, prega per sua mamma, malata e lontana, che non potrà raggiungerla. San Nicola, emblema dell’unità dei cristiani, diventa così il simbolo di un’umanità che si stringe attorno al Papa in un momento delicato.
Anche i bambini delle scuole Fism di Lecce si uniscono alle preghiere, inviando messaggi di affetto e speranza. Un gesto che, seppur piccolo, riflette il sentimento di milioni di persone in tutto il mondo, attente alle condizioni del pontefice.
Intanto, a Roma, si lavora per preparare il rientro di Francesco a Santa Marta, la residenza che ha scelto come sua casa fin dal 2013. Una decisione che, all’epoca, aveva sorpreso molti, ma che il Papa aveva spiegato con una battuta: “Per motivi psichiatrici”, aveva detto, ironizzando sulla sua preferenza per un ambiente meno isolato rispetto all’Appartamento Apostolico. Ora, però, il rientro richiederà alcune modifiche al protocollo di ingresso e alla logistica, per garantire che il pontefice possa continuare a ricevere le cure necessarie in un ambiente sicuro e confortevole.




