Kasia Smutniak e Sophie Taricone sul red carpet di Roma per il documentario Mustang
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La settima giornata della Festa del Cinema di Roma si è aperta con un passaggio destinato a restare impresso: Kasia Smutniak e la figlia Sophie Taricone hanno attraversato il red carpet dell'Auditorium Parco della Musica fianco a fianco, per presentare Mustang, il documentario con cui l'attrice e regista torna dietro la macchina da presa a distanza di anni dal suo esordio, Mur. Il film è in concorso nella sezione Progressive Cinema della ventunesima edizione della rassegna capitolina, in programma fino al 25 ottobre.
Un progetto nato da una promessa e da una telecamera
La storia di Mustang affonda le radici nel 2003, quando Smutniak e Pietro Taricone, all'epoca legati sentimentalmente, partirono per la regione nepalese al confine con il Tibet con uno zaino e una piccola videocamera. Da quel viaggio nacque la promessa di tornare un giorno per proteggere la cultura di quei luoghi; una promessa che il destino ha impedito di mantenere insieme, ma che Smutniak ha portato avanti per oltre vent'anni.
La svolta narrativa è arrivata quando Sophie, oggi ventiduenne, ha chiesto alla madre dove fosse la telecamera del padre: quell'oggetto è diventato la chiave del racconto e la ragazza ne è la voce narrante, oltre che protagonista di un viaggio in solitaria sulle montagne del Mustang.
La scuola e il legame con il territorio
Nel corso degli anni Smutniak è tornata regolarmente in Nepal, dando vita insieme a Kunzom Thakuri a un progetto concreto: la costruzione di una scuola nella località di Ghami, realizzata attraverso la Fondazione Pietro Taricone, perché i bambini di quella zona potessero studiare senza essere costretti a lasciare le proprie famiglie.
Il documentario intreccia le immagini private girate da Taricone nei primi anni Duemila con il presente di un territorio minacciato dallo spopolamento, in un arco temporale che copre oltre due decenni e sette anni di lavorazione.
Il look e la presenza sul red carpet
Per l'occasione Smutniak ha scelto un total black firmato Giorgio Armani: una t-shirt in satin abbinata a una lunga gonna in velluto con un lieve strascico, impreziosita da gioielli Garatti, tra cui orecchini con diamanti naturali Fancy Green le cui linee si ispirano ai profili delle montagne del Mustang. Accanto a lei Sophie ha optato per un look più giocoso, con giacca cropped e pantaloni palazzo rifiniti in raso, alleggeriti da una serie di bijoux colorati.
Sul red carpet era presente anche Domenico Procacci, produttore del documentario attraverso Fandango e marito di Smutniak.
Il percorso del film tra festival e sale
Prodotto da Fandango con Luce Cinecittà, Mustang arriverà nelle sale italiane il 23 novembre, dopo l'anteprima romana. La pellicola si inserisce in un concorso, il Progressive Cinema, che quest'anno schiera diciotto titoli senza distinzione tra finzione, documentario e animazione, e che vede l'Italia rappresentata da diverse opere, tra cui il film di Susanna Nicchiarelli Giorni felici e Brianza di Simone Catania.
La ventunesima edizione della Festa del Cinema, diretta all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e in altre sedi della capitale, coinvolge cinquantacinque Paesi partecipanti.
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