Trump guida la transizione venezuelana, mentre a Caracas la notte esplode il fuoco
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Redazione Esteri
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Violente sparatorie, con il crepitio serrato di armi automatiche e il rombo più profondo di mitragliere contraeree, hanno squarciato la notte nel centro di Caracas, concentrandosi nella zona sensibile di Palacio de Miraflores, la sede del governo. L’episodio, alcuni dei cui momenti sono stati catturati in video diffusi sui social e mostrano colonne di veicoli militari e uomini armati in movimento, è avvenuto a poche ore dall’insediamento di Delcy Rodríguez, nominata dopo che un raid americano ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. L’allarme, poi rientrato, è stato attribuito dalle autorità a un «errore interno» delle forze di sicurezza, in un clima di tensione palpabile che segue il mutamento improvviso al vertice del paese.
Il ruolo chiave di Marco Rubio nella strategia di Trump
Stephen Miller, consigliere del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha chiarito senza ambagi la linea di Washington, sottolineando come gli Stati Uniti ritengano di avere ormai la piena cooperazione dal governo di Caracas. Trump, ha affermato Miller, ha chiesto al segretario di Stato Marco Rubio «di guidare il processo di attuazione delle riforme economiche e politiche in Venezuela», operando «sotto la stretta guida e direzione del presidente». Una designazione che assegna un ruolo di primo piano a Rubio nel disegnare la nuova fase venezuelana, indicando una transizione amministrata e diretta da Washington.
Le critiche dall’Italia e le ombre sugli interessi
Dall’Italia si sono levate voci critiche sulla natura dell’operazione, come quella dell’ex presidente della Camera, secondo il quale «non vedo fini nobili, Trump preoccupa». L’accusa è che si stia perpetrando un regime, seppur cambiato, principalmente in cambio del controllo sulle risorse petrolifere del paese. «Se c’è una cosa che non si può imputare a Trump, è quella di nascondere i suoi propositi. Da questo punto di vista è un eretico della politica, lui i propositi li esplicita. Che gli interessi il petrolio l’ha detto chiaramente», ha osservato, aggiungendo che la leader del governo italiano avrebbe inizialmente avallato l’azione del tycoon per poi correggere il tiro.
Le riflessioni strategiche e il precedente per Cina e Brics
L’episodio della cattura di Maduro, definita da una testata internazionale «un atto di temerarietà senza precedenti», ha acceso un vivace dibattito strategico oltreoceano, in particolare in Cina e nei paesi Brics, dai quali emergono tre principali lezioni. La prima riguarda l’evidente fallimento della garanzia di sicurezza che Pechino poteva offrire a un alleato come il Venezuela; la seconda tocca il danno reputazionale subìto sul versante degli affari e della credibilità internazionale. In terzo luogo, e non meno importante, si è creato un precedente pericoloso rappresentato dall’azione unilaterale contro uno Stato sovrano: un’operazione che, nelle valutazioni di alcuni osservatori, potrebbe essere citata in futuro per giustificare analoghe azioni in altri teatri sensibili, come quello di Taiwan.




