Becker: "Stavo per diventare l'allenatore di Sinner, poi la sentenza"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
In un'intervista che ripercorre, senza autocommiserazione, le vicende personali e professionali degli ultimi anni, Boris Becker ha svelato un retroscena inedito che lega il suo destino a quello di Jannik Sinner. Il campione tedesco, oggi commentatore tecnico, ha rivelato di essere stato a un passo dall'assumere la guida tecnica del tennista altoatesino, un'ipotesi di lavoro concretamente sul tavolo prima che la sua vita venisse sconvolta da una sentenza giudiziaria. Becker, che ha definito la serenità di Sinner sotto pressione come la caratteristica più notevole, capace di garantirgli longevità agonistica, ha scelto di fare un passo indietro, consigliando egli stesso al giovane di puntare su una figura di esperienza consolidata come Darren Cahill.
Il peso della sentenza e il consiglio a Sinner
A interrompere bruscamente quel negoziato, che avrebbe potuto segnare un percorso diverso per Sinner, fu la condanna a trenta mesi di reclusione, di cui metà scontati in carcere, per bancarotta fraudolenta, una sentenza che Becker ha ricordato con la consapevolezza di chi, come ha affermato, "ha perso tutto". In quel frangente delicato, conscio di avere ancora "aperto il proprio problema legale", l'ex numero uno al mondo preferì ritirarsi dalla trattativa, suggerendo in prima persona l'ingaggio di Cahill. Una scelta dettata dalla responsabilità, che ha di fatto indirizzato la carriera del tennista italiano verso l'allenatore australiano, la cui permanenza al fianco di Sinner oltre il 2025 rimane, come noto, un argomento di discussione nel circuito.
L'esperienza del carcere e la paura
Becker ha parlato del periodo di detenzione con un linguaggio crudo, raccontando di aver temuto per la propria vita in due distinte occasioni, l'ultima delle quali proprio verso la fine della reclusione, quando ormai si era, a suo dire, "organizzato bene". Ha descritto quell'esperienza come un "inferno" dal quale è uscito grazie al suo carattere, l'unica cosa che gli è rimasta quando ha perso "la libertà, il denaro, le persone che ami". Questa prova, secondo le sue parole, gli ha rivelato lati della sua personalità prima sconosciuti, convincendolo di poter trovare il modo di venirne fuori anche dalla peggiore delle situazioni.
La rinascita e una nuova vita
Oggi, messa alle spalle quella pagina giudiziaria e personale, l'ex campione afferma di aver iniziato una "nuova vita", caratterizzata anche dall'attesa di un figlio e dalla liberazione dalla necessità di "recitare un ruolo". Questa ritrovata autenticità, unita alla saggezza forzata acquisita in cella, gli permette ora di osservare il mondo del tennis, e le sue dinamiche, da una prospettiva diversa, più intima e disincantata, senza dover più rappresentare una parte per il pubblico o per se stesso.




