Beretta racconta la scalata della 'ndrangheta a San Siro
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Redazione Sport
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Andrea Beretta, ex capo ultrà dell'Inter, ha rivelato ai magistrati di Milano dettagli inquietanti sulla presenza della 'ndrangheta nella Curva Nord di San Siro. Beretta, arrestato per l'omicidio di Antonio Bellocco, rampollo del clan di Rosarno, ha deciso di collaborare con la giustizia, fornendo un quadro dettagliato delle attività criminali legate al mondo del tifo organizzato.
Durante gli interrogatori, Beretta ha descritto come la 'ndrangheta si sia infiltrata nella gestione del merchandising, dei biglietti, dei parcheggi e dei chioschi di cibo. Ha spiegato che Antonio Bellocco, ucciso con 21 coltellate nel settembre scorso, era una figura chiave per la parte criminale della tifoseria interista, utilizzato per "pararsi" con la sua mafiosità. Le sue dichiarazioni hanno gettato luce su un sistema complesso e radicato, che coinvolgeva non solo i tifosi, ma anche figure di spicco della dirigenza nerazzurra.
Beretta ha menzionato il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, sostenendo che quest'ultimo lo avrebbe salvato da una denuncia. Tuttavia, la società nerazzurra ha prontamente smentito tali affermazioni, creando un clima di tensione e sospetto. La Procura di Milano, intanto, ha acquisito gli atti della vicenda per verificare possibili comportamenti rilevanti dei tesserati interisti, con un occhio particolare alla Giustizia Sportiva.
L'inchiesta ha portato all'arresto di diciotto persone, con il giudizio immediato fissato per febbraio 2025. Tra gli indagati figurano anche nomi noti come Zanetti, Inzaghi e Calhanoglu, che rischiano pesanti conseguenze.




