Spread Btp-Bund, la calma apparente dei mercati e la ripresa della tensione sui rendimenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A pochi giorni dalle aste di inizio mese, il differenziale tra i nostri Buoni del Tesoro Poliennali e i titoli di Stato tedeschi racconta una storia di altalenante stabilità, destinata però a subire una brusca accelerazione nella sessione odierna. L’11 maggio, infatti, lo spread si era mantenuto fermo sui 75 punti base, con il rendimento decennale italiano attestato al 3,77%; un dato, quest’ultimo, che sembrava certificare una fase di relativo distacco dalle turbolenze geopolitiche. I mercati obbligazionari, in effetti, si stavano dimostrando meno influenzati del previsto dai rivolgimenti delle trattative sul conflitto in Medio Oriente, le quali nella tarda serata di ieri si sono nuovamente arenate dopo che Trump ha respinto la proposta iraniana di accordo. Era un clima di maggiore propensione al rischio quello che aveva spinto i listini azionari al rialzo, riducendo contestualmente il premio richiesto per detenere bond considerati periferici, tanto che il premio di rischio dei nostri titoli era sceso addirittura al di sotto dei livelli precedenti lo scoppio delle ostilità.

Il mercato dei Btp e l’effetto ‘zona di guerra’

La narrativa di una guerra tra Stati Uniti e Iran ormai prossima alla conclusione aveva trovato terreno fertile sui listini, spingendo gli investitori a riversare liquidità verso asset più rischiosi e comprimendo gli spread. Di questo movimento ne aveva beneficiato anche il mercato dei Btp, il cui rendimento decennale si era ristretto sotto la soglia dei 75 punti base rispetto all’omologo tedesco, un valore che tecnicamente segnala una percezione del rischio Italia in calo. Eppure, questa calma apparente nascondeva già i sintomi di una fragilità di fondo; non a caso la forma della curva dei rendimenti, quella che gli analisti guardano per anticipare le recessioni, per il momento non registrava variazioni degne di nota, quasi che il vero termometro della tensione fosse in procinto di cambiare scala.

L’impennata del differenziale e le aste dei Bot

La tregua sui mercati è durata lo spazio di una notte. Con l’apertura dei listini del 12 maggio, lo spread tra Btp e Bund ha subito un improvviso e significativo incremento, arrivando a toccare quota 79 punti base. Una crescita che appare particolarmente rilevante se commisurata a quella registrata dagli altri Paesi dell’area euro, a dimostrazione di una sensibilità strutturale del debito italiano agli scossoni esterni. A innescare la fiammata, nel giorno in cui il Tesoro ha messo sul banco i nuovi Bot annuali, sono state le nuove dichiarazioni provenienti da Washington; parole che hanno riacceso i timori di una possibile ripresa della fase attiva della guerra in Iran, vanificando le flebili speranze di una tregua duratura alimentate nei giorni precedenti.

Rendimenti in rialzo e premio al rischio in espansione

A nulla è valso il tentativo di assorbire lo choc attraverso una ripartenza graduale. I rendimenti sono infatti in aumento su tutto il continente, alimentati dall’incertezza energetica e dalla fuga dalla duration lunga, ma è sul fronte italiano che la pressione si fa più intensa. Dopo il picco mattutino, il differenziale ha continuato a viaggiare su valori elevati, mentre il rendimento del decennale nostrano registrava un rialzo di quattro punti base portandosi al 3,76%, lasciando intendere che il mercato stia iniziando a prezzare un rischio specifico legato alla nostra elevata esposizione alle forniture energetiche o alla tenuta della disciplina di bilancio in un contesto di tassi persistentemente alti. Del resto, la controproposta iraniana – incentrata sulla richiesta di risarcimenti danni, sulla sovranità dello Stretto di Hormuz e sulla rimozione dell’embargo petrolifero – era stata liquidata in poche ore dalla Casa Bianca come “totalmente inaccettabile”, chiudendo di fatto ogni spazio di manovra diplomatica nell’immediato e costringendo i gestori patrimoniali a ricalibrare le proprie esposizioni sul debito sovrano europeo.

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