La battaglia legale di Bernardini De Pace contro i colossi del web per le immagini rubate
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Redazione Interno
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La Polizia Postale, in un'operazione che segna un punto di svolta nella lotta al cybercrime, ha ottenuto la rimozione del gruppo Facebook “Mia Moglie”, un aggregato virtuale che contava oltre trentaduemila iscritti e nel quale venivano condivise, in un clima di complicità e violenza, fotografie intime di donne, spesso accompagnate da commenti denigratori. L’intervento di Meta, seppur tardivo, è seguito a una serie di denunce che hanno finalmente squarciato il velo su un fenomeno sommerso e pervasivo. A questo episodio, che di per sé rappresenta solo la punta di un iceberg ben più ampio, ha fatto eco il successivo oscuramento del sito “Phica.net”, una piattaforma pornografica che, per anni, ha pubblicato – alimentando un giro d’affari illecito – immagini manipolate di ignare donne, tra le quali anche figure pubbliche e persino istituzionali.
Annamaria Bernardini De Pace, avvocata milanese nota per le sue battaglie legali, ha annunciato sul Corriere della Sera il lancio di un'azione collettiva senza precedenti contro le Big Tech e i gestori dei siti coinvolti. "Non parliamo di goliardate — ha dichiarato con fermezza — ma di stupri di gruppo virtuali". La sua strategia punta a chiamare in causa, attraverso una class action, le responsabilità di quelle piattaforme che, secondo l’avvocata, hanno consentito la diffusione di materiale rubato, divenendo complici di una violenza sistematica che devasta esistenze e lede irreparabilmente la dignità delle persone.
Intanto, le indagini della Polizia Postale si stanno concentrando sull’identificazione dell’amministratore dei portali Phica.eu e sugli utenti più attivi, molti dei quali non si sono limitati a condividere il materiale ma hanno istigato, attraverso commenti e messaggi, a commettere veri e propri reati, incluse violenze sessuali. Gli investigatori, le cui attività proseguono senza sosta, si apprestano a acquisire i server e i sistemi informatici alla base della piattaforma: da quelli si estrapoleranno dati cruciali, come le chat private, i forum di discussione e i collegamenti con altre reti analoghe, fondamentali per ricostruire l’intera catena criminale.




