Milano, la piazza dei concerti è ormai campo di battaglia fra colossi stranieri

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Se le scene musicali cittadine fossero un palcoscenico, quello di Milano avrebbe visto ieri un decisivo cambio di scena. A sancirlo, con un'operazione dal valore di miliardi, è l'acquisizione da parte del gigante statunitense Live Nation del gruppo Forumnet, che controlla alcuni dei templi del live nella metropoli e non solo. Una mossa che, completandosi entro il 2026, consegna di fatto tre gioielli della regione – l'Unipol Forum di Assago, il teatro Repower e il Carroponte di Sesto San Giovanni – nelle mani della multinazionale a stelle e strisce, la quale, non a caso, ha posto la propria firma anche sull'ingresso nel suo circuito della Compagnia della Rancia di Tolentino. Una strategia d'ingresso nel mercato italiano che, focalizzandosi su un territorio dal potenziale enorme, mira a consolidare una presenza già pervasiva a livello globale.

Una mossa strategica sul mercato italiano

L'accordo siglato con Bastogi SpA, società immobiliare che deteneva il controllo di Forumnet, non è una semplice compravendita di asset ma rappresenta piuttosto una dichiarazione d'intenti precisa. Live Nation, che con il suo braccio Ticketmaster già influisce profondamente sulla distribuzione dei biglietti a livello mondiale, punta ora a governare direttamente anche il "luogo" fisico dello spettacolo. Il Forum di Assago, con la sua capienza e il suo storico palmarès di eventi che spaziano dalla musica allo sport, costituisce il perno di questa operazione, affiancato dalla versatilità del Carroponte, sito ex industriale riconvertito in location per concerti all'aperto. L'obiettivo, come esplicitato dalla società stessa, è radicarsi in un mercato, quello italiano, che solo nel 2024 ha generato un giro d'affari complessivo stimato in 4,5 miliardi di euro, cifra alla quale la Lombardia, e Milano in particolare, contribuiscono in maniera preponderante.

La geografia del live e le sue alleanze

Questa acquisizione ridisegna la mappa degli schieramenti nell'organizzazione di eventi, trasformando la competizione in una vera e propria sfida geopolitica dell'intrattenimento. Da un lato si consolida infatti il polo americano, con Live Nation e Ticketmaster, a cui si legheranno d'ora in poi gli artisti che sceglieranno di calcare i palchi del Forum o del Carroponte. Dall'altro resta saldo il fronte tedesco, rappresentato da Friends & Partners, parte del gruppo Cts Eventim, che attraverso Ticketone e le partnership con altri grandi nomi della musica italiana mantiene una forte influenza sul territorio. Una polarizzazione che, se da una parte accentua la presenza di capitali esteri nel settore, dall'altra costringe gli operatori a una specializzazione sempre più marcata, nella quale la scelta di un artista per una location implica spesso anche l'adesione a un intero ecosistema produttivo e distributivo.

Le implicazioni per il tessuto culturale

L'ingresso di un operatore così pervasivo solleva inevitabilmente riflessioni sulla gestione degli spazi culturali, la cui programmazione potrebbe risentire di logiche industriali e di scala globale. Se da un punto di vista economico l'operazione porta investimenti e potenzialmente eventi di grande richiamo, è lecito interrogarsi sull'autonomia decisionale locale e sulla possibilità di garantire una diversità artistica che non sia solo dettata dai parametri dei colossi internazionali. La Compagnia della Rancia, realtà storica del teatro musicale italiano, costituisce in questo senso un caso emblematico: il suo ingresso nel circuito Live Nation potrebbe garantirle visibilità e risorse, pur ponendo il quesito sulla preservazione della sua identità specifica all'interno di un catalogo standardizzato. La sfida, per una piazza importante come quella milanese, sarà dunque mantenere un equilibrio fra l'attrattiva dei grandi eventi e la vitalità di un'offerta differenziata.

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