Noleggio sociale auto a 100 euro al mese: requisiti, come funziona e perché è stato pensato
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Redazione Economia
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L'Italia, com'è noto, detiene un record poco invidiabile in Europa: quello del parco auto circolante più vetusto, con un'età media che si attesta intorno ai 13 anni. Una flotta di veicoli che, inevitabilmente, impatta in modo significativo sull'inquinamento e sulla sicurezza stradale, ma che resiste al ricambio anche per ragioni economiche. I prezzi delle auto nuove, infatti, sono aumentati in modo consistente, mentre gli stipendi non hanno seguito lo stesso passo, rendendo l'acquisto o la sostituzione del mezzo un'operazione proibitiva per molte famiglie.
In questo contesto si inserisce il programma di noleggio sociale a lungo termine, una misura sperimentale promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestita dall'Automobile Club d'Italia (ACI), che si propone di offrire una soluzione concreta a chi ha un reddito più basso e non può permettersi un'auto nuova.
Un'auto nuova con un canone agevolato: come funziona il noleggio sociale
Il cuore dell'iniziativa è la possibilità di noleggiare un'auto nuova a basse emissioni versando un canone mensile di 100 euro, IVA inclusa. Il contratto, che ha una durata minima di 36 mesi, prevede un limite di percorrenza di 12.000 chilometri all'anno.
La quota mensile, come ha specificato il presidente dell'ACI Geronimo La Russa durante la presentazione della misura, è onnicomprensiva; include cioè non solo il noleggio del veicolo, ma anche servizi come l'assicurazione (RC auto, furto e incendio), la manutenzione ordinaria e straordinaria, il bollo auto e il soccorso stradale. Al termine dei tre anni, inoltre, è prevista la possibilità di acquistare la vettura beneficiando di uno sconto del 10% sul valore di mercato, oppure di restituirla.
Requisiti di accesso e caratteristiche del programma
Per poter aderire al programma, denominato "Programma di noleggio a lungo termine sociale per autoveicoli a basse emissioni", è necessario rispettare due condizioni fondamentali. La prima è di natura economica: il richiedente deve essere una persona fisica con un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore a 30.000 euro.
La seconda condizione, altrettanto vincolante, è la rottamazione obbligatoria di un vecchio veicolo di categoria M1 (autovettura) omologato fino alla classe Euro 4, che deve essere intestato al richiedente o a un familiare convivente da almeno 12 mesi.
La misura, che resterà attiva fino al 30 giugno 2030, si inserisce all'interno del più ampio DPCM Automotive del 10 giugno 2026 e si rivolge a un target specifico: persone fisiche che possiedono un'auto vecchia e inquinante, che desiderano sostituirla con un mezzo moderno ma che non hanno la capacità di spesa per farlo tramite i canali tradizionali. Per questa prima fase sperimentale sono stati stanziati 50 milioni di euro, che dovrebbero permettere di mettere in strada circa 3.000 veicoli.
Lo stesso ministro Adolfo Urso ha dichiarato che, in caso di successo, le risorse saranno aumentate in modo significativo per rendere il programma strutturale.
Le dichiarazioni ufficiali e l'iter di attuazione
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito la misura "eccezionalmente importante sul piano morale, sul piano sociale e ovviamente anche ambientale e produttivo", sottolineando come l'obiettivo sia quello di consentire, anche a chi non può permetterselo, di rottamare un'auto inquinante per averne una più sicura e sostenibile.
Il presidente dell'ACI Geronimo La Russa ha parlato di "cambio di paradigma", specificando che "non è assistenzialismo, non è un bonus a pioggia, ma veramente essere vicini alle persone per un servizio sociale". La Russa ha anche ricordato come l'idea sia stata presa dal leasing sociale francese e poi migliorata nel contesto italiano. Tuttavia, al momento, la misura non è ancora operativa.
Le domande di adesione, che saranno valutate in base all'ordine cronologico di presentazione, dovranno essere inoltrate attraverso uno sportello telematico dedicato, attualmente in fase di definizione. Prima dell'apertura dello sportello, l'ACI dovrà bandire una gara pubblica per l'acquisto delle vetture, che, secondo quanto previsto, dovranno essere nuove, immatricolate in Italia, omologate almeno Euro 6 e con emissioni di CO2 non superiori a 135 g/km.
I veicoli ammessi e le condizioni contrattuali
Un punto di rilievo riguarda la scelta del veicolo. A differenza di altri incentivi, il noleggio sociale non permetterà al beneficiario di recarsi da un concessionario e scegliere liberamente modello e motorizzazione da un elenco. Sarà l'ACI ad acquistare le automobili tramite la già citata gara pubblica, e quindi marca, modello e allestimento dipenderanno dall'esito di quella procedura, con la previsione che per la fase sperimentale possa essere fornito un unico modello. Le auto, comunque, dovranno rientrare in un tetto di spesa di 14.800 euro più IVA.
Un'altra caratteristica degna di nota è che il programma non è riservato esclusivamente alle auto elettriche, come avviene invece in Francia, ma include veicoli a basse emissioni alimentati a benzina, Gpl o ibridi, purché rientrino nei limiti di CO2 stabiliti. Il noleggio sociale si configura, quindi, come uno strumento mirato per un duplice obiettivo: da un lato, dare un aiuto concreto alle famiglie a basso reddito, dall'altro, accelerare il ricambio del parco auto italiano, agendo su un fronte sociale e ambientale al tempo stesso.
Restano ancora da definire alcuni dettagli pratici, come le franchigie assicurative, il costo dei chilometri aggiuntivi in caso di superamento del limite annuo e le modalità per un'eventuale uscita anticipata dal contratto.
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