Sony fa marcia indietro sul pc: i single player tornano esclusiva playstation, delusione per i ritardi delle versioni portatili
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’onda lunga della strategia multipiattaforma di Sony, quella che per anni ha portato le esclusive PlayStation su PC con qualche anno di ritardo, sembra essersi infranta contro i dati di vendita e una riflessione interna sul valore del marchio. Secondo quanto riportato da Bloomberg e confermato da diverse fonti vicine alla società, la casa giapponese avrebbe deciso di invertire la rotta, tornando a legare i suoi titoli single-player di punta esclusivamente alla console. Ghost of Yotei, l’atteso seguito del samurai open world, e Saros, nuova proprietà intellettuale in arrivo, non vedranno quindi la luce su PC, nonostante per il primo si parli di una conversione ormai in fase avanzata e poi cancellata da quattro diverse fonti interne citate dal leaker DetectiveSeeds. Si tratta di una retromarcia netta che riporta l’orologio indietro di sei anni, a prima dell’esperimento cominciato con Horizon Zero Dawn.
A far pendere l’ago della bilancia sarebbe stata soprattutto una valutazione economica e di posizionamento, analizzata nel dettaglio dalla società di ricerche Newzoo e pubblicata da GamesIndustry.biz. Il nodo cruciale, stando ai numeri, non risiederebbe in una mancanza di interesse da parte dei giocatori PC per le produzioni first-party di Sony, quanto piuttosto nella finestra di lancio. I dati mostrano come i titoli PlayStation arrivati sul computer a distanza di mesi o anni dal debutto su PS5 abbiano intercettato solo il 13% del totale dei giocatori nei primi tre mesi. Un dato che crolla se paragonato al 44% che quelle stesse produzioni ottengono quando escono in contemporanea su entrambe le piattaforme. *Marvel‘s Spider-Man 2*, ad esempio, si è fermato a un misero 5% di giocatori su PC, un’inezia rispetto ai numeri fatti registrare dalle prime ondate di porting come God of War o lo stesso Horizon Zero Dawn.
Il peso specifico di una scelta, tra numeri e brand perception
La decisione, che di fatto sacrifica una fetta di mercato potenziale, affonda le radici in una valutazione più complessa. Secondo un’analisi di Push Square, il fatturato derivante dalle vendite su PC inciderebbe per appena l’1,5% sul bilancio complessivo della divisione PlayStation. Una cifra talmente esigua da apparire quasi simbolica, e che ha probabilmente spinto i vertici a chiedersi se ne valesse la pena. Il costo, in termini di indebolimento del brand e di erosione delle ragioni per acquistare una console, sarebbe infatti considerato troppo alto. L’eccezione, come confermato dal report di Bloomberg, rimarranno i giochi live service, titoli pensati per un pubblico globale e per un modello di business basato sulla retention e le microtransazioni. Titoli come Marathon o Marvel Tokon: Fighting Souls continueranno quindi ad approdare su PC, dove la platea è più ampia e ricettiva per quel genere di offerta.
Proprio il confronto con il mercato PC, del resto, ha messo in luce le contraddizioni della strategia di Sony. Da un lato, l’azienda ha continuato a investire nell’ecosistema, arrivando ad annunciare un DualSense PC Ready, una versione del controller pensata per integrarsi al meglio con i computer. Un lancio che, letto alla luce della nuova policy, appare quasi fuori tempo massimo, generando non poca confusione tra i fan che si erano abituati all’idea di poter giocare le esclusive anche sulla propria piattaforma. Dall’altro lato, però, le vendite deludenti degli ultimi porting, da Ratchet & Clank: Rift Apart a God of War Ragnarök, hanno dimostrato che il pubblico PC, forse stanco di aspettare o disabituatosi ai ritardi, non risponde più come un tempo. Il caso di Ghost of Tsushima, che con l’11% di share ha rappresentato un’eccezione positiva, sembra dovuto più alla novità del franchise sulla piattaforma che a un’inversione di tendenza strutturale.
Ritardi e cancellazioni: il destino delle conversioni
La riorganizzazione, se così si può chiamare, ha già cominciato a mietere le prime vittime operative. Oltre alla cancellazione della versione PC di Ghost of Yotei, il cui sviluppo sarebbe stato interrotto nonostante fosse in fase avanzata, l’intero reparto dedicato alle conversioni, Nixxes Software, si trova ora in una posizione delicata. Acquisita proprio per potenziare il lavoro di porting, la software house olandese potrebbe vedere ridimensionato il proprio ruolo, se non addirittura messo in discussione, in un contesto in cui i giochi single player non sono più destinati ad altri lidi.
La sensazione, leggendo i report incrociati, è che in Sony abbia prevalso la fazione più legata alla tradizione dell’esclusività, preoccupata che la sovraesposizione su PC potesse danneggiare le vendite di PS5 e delle sue successive evoluzioni. Un timore acuito, probabilmente, dall’evoluzione del mercato e dalla sempre maggiore ibridazione delle piattaforme. La mossa, che di fatto riporta indietro le lancette a un modello pre-2020, rappresenta un assist per i possessori della console, che si vedono garantiti titoli altrimenti accessibili solo acquistando la loro macchina, ma chiude una porta a tutti quei giocatori che, pur non volendo comprare una PlayStation, erano disposti a pagare per giocare le sue esclusive, seppur in ritardo.




