La Procura di Piacenza valuta il sequestro di persona per la scomparsa di Sonia Bottacchiari e dei figli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il giallo della famiglia sparita nel nulla da Castell’Arquato, con ogni probabilità, sta per cambiare natura giuridica. Sebbene al momento si proceda formalmente per il reato di sottrazione di minori, una fattispecie che prevede una pena detentiva da uno a tre anni, i magistrati starebbero seriamente vagliando l’ipotesi di riqualificare il fascicolo in sequestro di persona. Si tratterebbe di un salto di gravità non indifferente, che trasformerebbe la vicenda da una possibile fuga volontaria a un atto criminale di natura coercitiva, con conseguenze penali ben più severe per i responsabili.

Le ultime tracce digitali e l’avvistamento che non ha risolto i dubbi

Le ricerche, che ormai vanno avanti da giorni senza sosta nei boschi della pedemontana friulana, si sono finora concentrate sul triangolo compreso tra il parcheggio di via Monte Grappa a Tarcento – dove il 6 maggio è stata recuperata la Chevrolet Captiva della famiglia – e i sentieri impervi che si addentrano verso la Slovenia. A rendere il quadro ancora più nebuloso è la testimonianza di un escursionista, il quale ha riferito di aver incrociato la donna insieme ai suoi due figli (lei di 16 anni, lui di 14) e ai quattro cani, ma senza che da quell'incontro siano emersi elementi decisivi per stabilire se si trattasse di un semplice campeggio o di uno spostamento organizzato. In quella stessa zona, del resto, anche l’ultima cellula agganciata dai telefoni dei tre dispersi indicava una presenza sul territorio; eppure, all’interno del Suv non è stata rinvenuta alcuna traccia dell’attrezzatura da campeggio che, assieme a tende e vettovaglie, era stata caricata prima della partenza.

Il piano segreto: licenziamento, liquidazione e il “kit” da survivalista

A rendere lecita più di una riflessione agli inquirenti, e a tenere ancora aperta la pista dell’allontanamento volontario, è il contesto che precede la scomparsa. Sonia Bottacchiari, stando a quanto emerso, aveva infatti deciso di licenziarsi poco prima di mettersi in viaggio, facendosi liquidare le proprie spettanze dall’azienda privata per cui collaborava: un dettaglio, questo, che suggerirebbe l’assenza di intenzione di fare ritorno al lavoro nell’immediato. Inoltre, gli ultimi acquisti della donna sarebbero stati quantomeno peculiari, se rapportati a una semplice vacanza: ricetrasmittenti, filo da pesca e persino del sale per attirare la selvaggina. Roba, insomma, che profuma più di sopravvivenza estrema che di soggiorno in un campeggio attrezzato a Gemona, quel luogo dove i tre, invece, non sono mai arrivati. L’ex marito, dal canto suo, non ha nascosto il timore che l’ex moglie e i ragazzi possano essersi affidati a qualcuno del posto, magari conoscenze legate al mondo dell’arrampicata e della vita avventurosa incontrate durante un precedente soggiorno nella zona.

Le parole dell’ex marito e il nodo della competenza investigativa

L’uomo, che insegue i fantasmi della sua famiglia dall’altro capo del telefono ormai muto da settimane, lancia appelli accorati – «Tornate, le cose si risolvono» – mentre si moltiplicano le segnalazioni di presunti avvistamenti sparsi tra Udine, Gorizia e Trieste. Ma c’è un aspetto tecnico che dominerà le prossime ore: se venisse ufficializzata l’ipotesi di sequestro di persona, la Procura di Piacenza (competente per la residenza della famiglia) potrebbe ottenere margini investigativi enormemente più ampi. Non più solo la ricerca delle persone, ma potenzialmente analisi dei tabulati e dei contatti della donna risalenti fino a due anni prima, per verificare la natura dei rapporti che intratteneva. Un cambio di registro, questo, che toglierebbe alla vicenda quella patina di “fuga romantica nella natura” per restituirle la cruda sostanza di una possibile coercizione, anche se al momento non esistono elementi pubblici che confermino la presenza di terzi malintenzionati. Per i soccorritori – vigili del fuoco, Soccorso alpino e Protezione civile rimasti mobilitati con elicotteri e droni – la corsa contro il tempo continua, mentre il silenzio che avvolge Sonia, Joshua e Nishanta diventa di giorno in giorno più assordante.

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