Ciclone Boris devasta l'Europa centrale, piogge torrenziali e freddo anomalo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L'Europa centrale è in ginocchio a causa del ciclone Boris, che ha portato piogge torrenziali e freddo anomalo in diverse nazioni. L'irruzione di freddo polare marittimo, arrivata in anticipo rispetto alla stagione, ha innescato un'enorme perturbazione che ha colpito Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia, Ungheria e Romania. Le conseguenze sono state devastanti, con alluvioni, nevicate fuori stagione e temperature insolitamente basse.
In Romania, la regione di Galati è stata particolarmente colpita, con quattro vittime causate dalle inondazioni. In Repubblica Ceca, 51mila famiglie hanno subito interruzioni di corrente e molte sono state evacuate. La città di Klodzko, nel sud-ovest della Polonia, è stata sommersa dall'acqua a causa dell'esondazione del fiume Neisse, provocata dalle forti piogge. Migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie case.
Le autorità locali hanno dichiarato lo stato di allerta massima in molte regioni, con evacuazioni di villaggi e piogge che hanno superato i record stabiliti nel 1997. In Austria, si prevedono precipitazioni intense e possibili inondazioni di portata centenaria fino a martedì, con evacuazioni già in corso.
Il ciclone Boris ha messo in evidenza la vulnerabilità delle infrastrutture e la necessità di migliorare i sistemi di prevenzione e gestione delle emergenze.




