L'addio a Eleonora Giorgi: tra emozioni e ricordi nella Chiesa degli artisti
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Redazione Interno
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Nella Chiesa degli artisti, a Roma, in piazza del Popolo, si è svolto il funerale di Eleonora Giorgi, attrice e regista scomparsa il 3 marzo 2025 all’età di 71 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas. La cerimonia, che ha riunito familiari, amici e colleghi, non è stata un luogo di lacrime, ma piuttosto un momento di commozione e celebrazione della vita di una donna che ha lasciato un segno profondo nel mondo del cinema e nel cuore di chi l’ha conosciuta.
Nella bara, Eleonora Giorgi era vestita con una camicia bianca e un gilé nero, mentre tra le mani stringeva una rosa bianca. Il suo volto, come ha ricordato Massimo Ciavarro, appariva «ancora più bella» negli ultimi giorni, quasi a testimoniare una serenità ritrovata nonostante la malattia. I figli, Paolo Ciavarro e Andrea Rizzoli, hanno voluto ricordarla con parole semplici ma toccanti, sottolineando come, nonostante i suoi difetti – l’intransigenza, il carattere collerico, la convinzione di avere sempre ragione –, fosse una madre capace di dedicare ai figli tutto il suo cuore e la sua attenzione. «Non avremmo mai pensato di perderla così giovane», hanno detto, ricordando come la decisione di Eleonora di rendere pubblica la sua malattia fosse nata dopo aver incontrato un bambino di sei anni malato, un gesto che aveva scosso profondamente la sua sensibilità.
Barbara Palombelli, che qualche settimana fa aveva annunciato in televisione l’agonia dell’attrice, era presente insieme a Paolo Ciavarro, il figlio che l’aveva accompagnata fino agli ultimi istanti. Tra i volti noti, spiccavano quelli di Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Rita Rusic e Christian De Sica, tutti riuniti per rendere omaggio a una donna che, come ha ricordato Rusic, «mancherà per la sua luce, il suo messaggio, la sua speranza». La produttrice cinematografica ha aggiunto che Eleonora è morta serena, consapevole che la sua famiglia sarebbe stata accudita da tanti. «È stata una star fino alla fine – ha detto –, sul palcoscenico per dare un messaggio e aiutare se stessa e gli altri».




