Napoli, passo falso col Bologna: corsa Champions sempre più un rebus

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trentaseiesima giornata di Serie A, quella che avrebbe potuto consegnare certezze o quantomeno indirizzi netti per l’accesso alla prossima Champions League, ha invece prodotto l’effetto opposto: più incertezza, più punti persi tra le pretendenti, e un Napoli che, anziché allungare, si ritrova a dover guardare indietro con una certa apprensione. I partenopei, infatti, sono caduti in casa contro un Bologna solido e cinico – un 2-3 che non ammette repliche – e, nonostante mantengano la seconda posizione in classifica, il margine sui diretti inseguitori si è assottigliato pericolosamente. A complicare il quadro, ci hanno pensato Roma e Juventus, entrambe vittoriose in trasferta: un doppio scatto in avanti che mette pressione a Milan e Napoli, i quali, curiosamente, hanno entrambi perso tra le mura amiche. Due ko casalinghi che, se da un lato non compromettono ancora nulla, dall’altro alimentano il nervosismo in vista del rush finale.

Miranda fattore decisivo, Orsolini e Rowe i soliti trascinatori

Se c’è un giocatore che ha messo la propria firma – o meglio, lo zampino – su ogni gol del Bologna, questi è Miranda: una presenza costante nelle azioni offensive, capace di sporcare le giocate avversarie e di innescare quelle dei suoi. Bernardeschi, dal canto suo, ha vagato per il campo con la solita libertà tattica, riuscendo comunque a colpire nel momento decisivo; Orsolini, invece, ha messo in campo quella voglia e quella fame che troppo spesso gli si rimprovera d’intermittenza. E poi c’è Rowe, ennesima prestazione da superstar silenziosa. Una squadra, quella felsinea, che ha saputo trasformare ogni ripartenza in un’occasione concreta, sfruttando la fragilità difensiva altrui.

I voti di Napoli-Bologna: Pessina sfortunato, Joao Mario in difficoltà

Pessina, tra i pali del Napoli, si era difeso piuttosto bene fino a quel momento – preferendo nettamente l’intervento istintivo al gioco con i piedi, che non è il suo punto di forza. Doveva succedere, forse, che prendesse gol su quella determinata azione: Di Lorenzo trova un angolo pazzesco, Alisson calcia talmente forte da non lasciargli il tempo materiale per allungare il braccio. Un 6 che sa più di rassegnazione che di giudizio tecnico. Ben diverso il discorso per Joao Mario, recuperato a tempo di record per questa partita: gli tocca Alisson, brasiliano che gli scappa via più volte, calcia spesso verso la porta e trova persino il momentaneo 2. Un 5,5 che racconta tutta la difficoltà di chi, sulla carta, avrebbe dovuto fare da filtro e invece è stato costantemente aggirato.

Conte: “Poco cattivi”. E la Champions si allontana di nuovo

Antonio Conte, a fine partita, non ha cercato alibi: “Noi poco cattivi” – ha detto, con un’analisi secca che sposta il focus sull’approccio. E ha aggiunto un dettaglio significativo riguardo la crescita di Alisson, sottolineando come il brasiliano stia migliorando partita dopo partita. Sull’astinenza da gol di Hojlund, il tecnico è stato netto: “Non si può dirgli nulla”. Più che la qualificazione – che matematicamente è ancora lontana ma non compromessa – a dare fastidio a Conte è stato probabilmente il modo: ritrovarsi sotto di due reti dopo appena 34 minuti, in casa propria, è un lusso che nessuna squadra ambiziosa può permettersi. “Quando si va a pressare, bisogna farlo forte” – ha rimarcato, quasi a voler fotografare la differenza tra l’idea e la sua esecuzione. La tanto sospirata certezza della Champions viene così rinviata, e l’amaro in bocca dei tifosi azzurri – raccolto a caldo dalla nostra direttrice Celeste Maione fuori dal Maradona – è quello di chi sente di aver sprecato un’occasione d’oro.

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