Ferrara, un convegno internazionale celebra Giorgio Bassani a 110 anni dalla nascita
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un nuovo capitolo delle celebrazioni per Giorgio Bassani, a dieci anni esatti dalle manifestazioni per il centenario, prende forma a Ferrara con un fitto calendario di appuntamenti che culmineranno nel corso del 2026. La Fondazione Giorgio Bassani, erede e custode del lascito intellettuale dello scrittore, ha messo a punto un programma articolato per ricordare i 110 anni dalla nascita di una delle figure più complesse e significative del Novecento letterario, e lo fa con uno sguardo che si proietta oltre la mera commemorazione, puntando piuttosto a scandagliare aspetti inediti o poco esplorati della sua opera e della sua biografia intellettuale. Il via ufficiale, in queste ore, vede la città estense trasformarsi in un laboratorio di studi internazionale, con l'obiettivo di riannodare i fili di una ricerca che, grazie anche al lavoro dei figli Paola ed Enrico, non si è mai davvero interrotta.
Un approfondimento internazionale tra Palazzo Naselli Crispi e le stanze della memoria
Il clou delle celebrazioni, per quanto riguarda l'immediato, è rappresentato dal convegno internazionale in programma domani e giovedì presso la sede del Consorzio di Bonifica Pianura, a palazzo Naselli Crispi, in via Borgo dei Leoni. L'incontro, intitolato significativamente "Bassani 110", vedrà alternarsi studiosi e accademici provenienti da diverse università europee, chiamati a confrontarsi su prospettive di ricerca originali. Al centro delle relazioni, carteggi finora rimasti inediti, scambi epistolari che rivelano influenze profonde e rapporti intellettuali, come quello con l'opera grafica di Giorgio Morandi, a cui sarà dedicato un intervento specifico da parte di un docente dell'ateneo bolognese. Non mancheranno, accanto ai nomi più affermati della critica bassaniana, i contributi di giovani ricercatori, segno di una vitalità ermeneutica che continua ad attrarre nuove generazioni di studiosi: tra questi, Angela Siciliano e Marco Antonio Bazzocchi, che modereranno le due giornate di lavori.
Parallelamente al convegno, il tessuto urbano di Ferrara si fa esso stesso palcoscenico diffuso della memoria. Oggi pomeriggio, al Centro Studi Bassaniani di via Giuoco del Pallone, si tiene un incontro dal Titolo "Micòl e le altre. Bassani raccontato attraverso le sue figure femminili", un percorso di letture pensato per celebrare la Giornata internazionale dei Diritti della Donna. Un'occasione per ripercorrere, attraverso la potenza evocativa della sua prosa, il ruolo e la complessità dei personaggi femminili che popolano i suoi romanzi, da Micòl Finzi-Contini a tante altre figure, spesso segnate dal peso della storia e da un destino di solitudine. A suggellare questo momento di riflessione collettiva, mercoledì 4 marzo, giorno esatto dell'anniversario, Rai Storia riproporrà alle 11.30 la puntata della serie del 1979 "Un autore, una città". Firmato da Anna Benassi con la regia di Luigi Faccini, il documento televisivo è di quelli preziosi, perché restituisce la voce stessa di Bassani mentre ragiona sul rapporto viscerale con la sua città, spiegando, tra le altre cose, le ragioni profonde che lo portarono, nel racconto "Una notte del '43", a traslare di un mese la data dell'eccidio del Castello Estense.
Libri, documentari e nuovi filoni di ricerca per l'eredità bassaniana
L'anno dedicato a Bassani, però, non si esaurisce con gli appuntamenti di questi primi giorni di marzo. Il programma messo a punto dalla Fondazione guarda avanti, prevedendo una serie di iniziative editoriali e audiovisive destinate a scandire l'intero 2026. In uscita, infatti, un documentario prodotto da Civetta Movie, dal titolo "In gran segreto. Un racconto familiare su Giorgio Bassani", che promette di offrire uno sguardo intimo e inedito sulla figura dello scrittore attraverso la testimonianza diretta dei figli Paola ed Enrico, intrecciando la dimensione privata con quella storica e culturale. Sul fronte delle pubblicazioni, invece, si segnala l'uscita di "La casa sotto l'erba. Giorgio Bassani e il cimitero ebraico di Ferrara" (La nave di Teseo), già presentato al Libraccio, e una serie di volumi che andranno ad arricchire la collana Bassaniana, edita da Giorgio Pozzi. Tra questi, spiccano il carteggio inedito tra Anna Banti e Bassani, curato da Rosy Cupo, e "Il giovane Bassani", curato da Marco Antonio Bazzocchi e Paola Italia, che gettano nuova luce sugli anni della formazione e sulle relazioni letterarie dell'autore del Giardino dei Finzi-Contini.
Il filo rosso con la storia e la città nei luoghi di Bassani
L'intera operazione culturale, come emerge dalla fitta rete di collaborazioni che sostengono il progetto, vede coinvolte le università di Ferrara, Bologna e La Sapienza di Roma, insieme all'Istituto di Storia Contemporanea e al MEIS, a testimonianza di quanto la figura di Bassani continui a rappresentare un crocevia imprescindibile per comprendere non solo la letteratura, ma anche le contraddizioni e le ferite della storia italiana del Novecento. E a proposito di storia, torna d'attualità l'analisi che lo stesso Bassani fece del proprio lavoro, quando in quell'intervista del 1979 spiegò la decisione di spostare simbolicamente al 15 dicembre 1943 l'eccidio del Castello Estense: una licenza poetica che gli permetteva di indagare più a fondo la natura di un fascismo "minore", provinciale e vile, e di trarre ispirazione per i suoi personaggi proprio dall'osservazione dell'attività antifascista, intrecciando così, inestricabilmente, la finzione narrativa con la verità dei luoghi e della memoria collettiva.




