Da “Futura ’84” al parco Bassani: il mio viaggio lungo 42 anni inseguendo il Blasco
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Ci sono notti che non ti lasciano mai veramente, anche se nel frattempo i tuoi diciott’anni sono diventati quasi sessanta. Per me, quella notte è il 28 agosto 1984, quando Vasco Rossi si presentò sul palco del Montagnone, una pietraia sterrata e polverosa che nulla aveva a che vedere con i prati verdi e curati di oggi. Mentre osservo i cantieri che in questi giorni stanno trasformando il Parco Urbano Giorgio Bassani per la doppia anteprima del Vasco Live 2026, prevista per il 5 e 6 giugno, provo quella vertigine temporale che solo certi ritorni sanno regalare.
L’area verde, già parzialmente delimitata dalle recinzioni mobili Orsogril, sta accogliendo facchini e operatori che lavorano in sicurezza per allestire quello che sarà il primo grande appuntamento del tour, dopo la data zero di Rimini. A distanza di quarantadue anni, il rapporto tra Ferrara e il rocker di Zocca si rinnova con numeri da capogiro: si attendono circa centoventimila spettatori in due sere, di cui il sessantasette per cento proveniente da fuori regione, a testimonianza di un richiamo che non accenna a diminuire.
La macchina organizzativa e il piano strade
L’esperienza maturata nel 2023 con l’arrivo di Bruce Springsteen ha insegnato molto agli uffici comunali, che quest’anno hanno affinato la strategia per gestire un flusso umano imponente senza paralizzare la città. Il piano della viabilità, attivo dalla mezzanotte del 5 fino alle sei del 7 giugno, suddivide il territorio attorno al parco in tre aree contraddistinte dai colori rosso, arancione e giallo, ciascuna con regole specifiche per residenti e visitatori.
Nell’area rossa, quella più sensibile che comprende via Canapa e via Bacchelli, sarà consentito esclusivamente il transito pedonale, con l’unica eccezione per i mezzi di servizio dell’organizzazione. La zona arancione, limitata a via Porta Catena tra viale Po e via Gustavo Bianchi, resterà a traffico prevalentemente pedonale ma accessibile ai veicoli dei residenti autorizzati, mentre la zona gialla, la più estesa, permetterà la circolazione a studenti, esercenti e abitanti della zona.
Per agevolare l’afflusso, sono stati predisposti parcheggi straordinari per circa tredicimila veicoli a serata, oltre a un’area sosta dedicata alle persone con disabilità sita in via Gramicia, supportata da cinquanta volontari e quattordici veicoli attrezzati.
L’attesa per “sua Maestà il Palco”
Procedono secondo il programma anche i lavori infrastrutturali complementari, come la nuova rotatoria di via Canapa, un’opera del valore complessivo di trecentocinquantamila euro interamente finanziata dal Comune per fluidificare il traffico verso nord, est e ovest. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di replicare, se non superare, il successo logistico del concerto del Boss, migliorando però alcuni aspetti critici emersi due anni fa.
La segnaletica stradale temporanea sarà resa più visibile, trenta saranno i punti di presidio della Polizia locale e ben quarantasei le postazioni di indirizzamento affidate ai volontari della protezione civile e all’Associazione Nazionale Carabinieri. I cancelli del Parco Urbano apriranno già dalle ore dodici, permettendo ai fan di godere di un’area “pre show” allestita in via Bacchelli con stand promozionali dedicati alla città e ai suoi eventi, in attesa che sul palco salga il “Komandante” intorno alle venti e quarantacinque.
Mobilità sostenibile e treni straordinari
Per chi arriva da fuori, raggiungere Ferrara in treno è la soluzione maggiormente consigliata: dalla stazione, una camminata di una ventina di minuti lungo percorsi protetti condurrà i fan direttamente all’ingresso di via Canapa, evitando le code infinite che caratterizzavano i concerti di una volta. L’intero percorso pedonale sarà costellato di bagni chimici, compresi quelli per disabili, e punti ristoro, mentre trentacinque navette gestiranno i collegamenti con le aree di sosta periferiche seguendo percorsi differenziati per non congestionare il traffico.
Un occhio di riguardo è stato riservato anche all’impatto ambientale, con un piano “green” coordinato da Live Nation e il supporto di Hera per la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali, nonché l’impiego delle Guardie ecologiche ambientali ferraresi per proteggere la fauna del parco.
Le Mura cittadine e il tratto di sottomura tra via Tumiati e via Gramicia saranno invece inibiti alla presenza di persone per motivi di sicurezza, una precauzione necessaria quando sessantamila anime si riversano in uno stesso luogo per cantare a squarciagola i pezzi di una vita.




