Juve Stabia in amministrazione giudiziaria, il club: "Risolvere i rapporti con soggetti sospetti"
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Redazione Sport
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Un decreto del Tribunale di Napoli, emesso su proposta congiunta del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo e del Procuratore della Repubblica presso il tribunale napoletano, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti della società sportiva Juve Stabia srl, la quale, secondo le autorità, avrebbe subito infiltrazioni di natura camorristica. L’esecuzione del provvedimento, notificato nella mattinata da poliziotti del Servizio centrale anticrimine e della questura di Napoli, ha di fatto posto la società sotto il controllo di un organo esterno, un passaggio che, sebbene non costituisca una condanna, segnala il sospetto di contaminazioni esterne nell’assetto proprietario o gestionale del club.
La reazione istituzionale e il comunicato del club
In seguito alla notifica del decreto, la Juve Stabia ha diffuso un comunicato ufficiale, nel quale ha dichiarato la propria intenzione di collaborare con le autorità e di “risolvere insieme tutti i rapporti di fornitura o collaborazione con ditte e persone sospette”. Questa presa di posizione, che arriva in un momento di grande turbamento per l’intero ambiente calcistico stabiese, delinea la volontà formale della società di estirpare ogni legame, anche solo potenziale, con circuiti illeciti, impegnandosi a seguire le direttive degli organi di controllo.
Lo sconcerto a Castellammare e le parole di Ruotolo
La notizia ha gettato nello sconcerto la città di Castellammare di Stabia, dove la squadra rappresentava un simbolo di orgoglio e di riscatto per l’intera collettività, la quale ora si ritrova a fare i conti con un’ombra che offusca l’immagine del proprio vanto sportivo. Sulla vicenda è intervenuto il deputato europeo Sandro Ruotolo, il quale ha definito l’accaduto “un fatto di estrema gravità”, sottolineando come la decisione della Direzione distrettuale antimafia evidenzi un livello di allerta elevato e la necessità di un intervento risolutivo per preservare la pulizia del mondo dello sport.
La posizione della Lega di Serie B
Dal canto suo, la Lega di Serie B, attraverso le parole del suo presidente Paolo Bedin, ha assunto un atteggiamento di cauta attesa. Bedin, al termine di un’assemblea a Milano, ha dichiarato di essere venuto a conoscenza dei fatti poco prima della riunione e ha precisato che, essendo in corso un’indagine da parte dell’autorità giudiziaria, è necessario “capire cosa è successo” prima di poter esprimere qualsiasi commento approfondito sulla situazione, rimandando dunque ogni valutazione a un momento successivo e più chiarificatore.




