Morte Diogo Jota, la perizia conferma: "Lamborghini oltre il limite, ruota posteriore esplosa"
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Redazione Sport
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Un eccesso di velocità e un guasto meccanico improvviso. Sono questi, secondo la Guardia Civil spagnola, i due elementi che avrebbero determinato l’incidente mortale in cui hanno perso la vita Diogo Jota, attaccante del Liverpool, e suo fratello André Silva. I risultati preliminari dell’indagine, resi noti a cinque giorni dalla tragedia, confermano quanto già ipotizzato nelle prime ore: la Lamborghini Huracán, sulla quale viaggiavano i due fratelli, viaggiava a una velocità superiore ai 120 km/h consentiti sull’autostrada A-52, nei pressi di Cernadilla, nella provincia di Zamora.
Ma non è solo la velocità a essere finita sotto la lente degli investigatori. I periti hanno riscontrato che una ruota posteriore della vettura – un modello dal valore di circa 180.000 sterline – avrebbe subito un cedimento strutturale prima dell’impatto. Un dettaglio che, unito all’alta velocità, avrebbe reso inevitabile la perdita di controllo del mezzo. Le analisi tecniche, ancora in corso, dovranno chiarire se il problema alla gomma sia stato una concausa diretta o una conseguenza dello schianto.
Fonti vicine all’inchiesta hanno precisato che, stando alle ricostruzioni preliminari, alla guida al momento dell’incidente sarebbe stato lo stesso Diogo Jota. La dinamica esatta resta però da definire, così come l’esatta sequenza degli eventi che hanno portato la vettura a uscire di strada. La Guardia Civil, evitando di rilasciare dichiarazioni definitive in attesa degli esiti completi delle perizie, ha tuttavia sottolineato come i primi dati raccolti puntino verso "un mix fatale di fattori umani e tecnici".
L’episodio, che ha scosso il mondo del calcio e non solo, riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale, soprattutto quando si parla di vetture ad alte prestazioni. La Huracán, modello apprezzato per le sue capacità sportive, rientra in una categoria di auto che, se non guidate con cautela, possono diventare difficili da controllare in situazioni critiche. Non è la prima volta che un incidente di questo tipo coinvolge un calciatore: casi analoghi, purtroppo, si sono verificati anche in passato, con esiti altrettanto tragici.




