Morte Diogo Jota, due testimoni contro la ricostruzione ufficiale: "La Lamborghini non andava veloce"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’indagine sull’incidente che ha strappato la vita a Diogo Jota e a suo fratello André Silva, avvenuto pochi giorni fa in Spagna, si complica dopo le dichiarazioni di due testimoni che contraddicono la versione iniziale della polizia. Secondo la Guardia Civil, la Lamborghini Huracán su cui viaggiavano i due fratelli avrebbe sbandato a causa dello scoppio di uno pneumatico, aggravato da una velocità eccessiva, superiore ai 120 km/h consentiti. Ma un camionista, che ha ripreso le immagini dell’auto in fiamme, sostiene il contrario: «Non correvano, andavano piano. Le prove sono nel mio video».

Le autorità, basandosi sui primi rilievi, ipotizzano che la dinamica sia riconducibile a un guasto meccanico, unito a un’andatura troppo sostenuta. Tuttavia, il racconto del testimone – che insiste sull’assurdità di questa tesi – potrebbe costringere gli investigatori a rivedere le conclusioni. Il filmato, diffuso sui social, mostra solo l’istante successivo all’impatto, ma il camionista assicura che nei secondi precedenti la vettura non avrebbe mai superato i limiti.

Intanto, i tributi per Jota continuano ad arrivare da tutto il mondo. Durante il concerto a Barcellona, Robbie Williams ha dedicato al calciatore del Liverpool il brano Angels, definendo la serata «in sua memoria». Un gesto che ha commosso il pubblico, mentre in Portogallo e Inghilterra i tifosi lasciano messaggi e fiori davanti agli stadi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.