Arisa, la frecciata a De Martino e il ritorno in tv tra nuove canzoni e vecchie ferite

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A poche settimane dal termine del 76esimo Festival di Sanremo, che l’ha vista classificarsi al quarto posto con “Magica favola” – risultato che ha confermato il gradimento del pubblico verso un brano capace di imporsi tra i cinque finalisti della kermesse -1 – Arisa torna a occupare il centro della scena musicale e televisiva, mentre non mancano le uscite pungenti su chi guiderà l’edizione del prossimo anno. La cantante, reduce dal successo sanremese, ha pubblicato il nuovo singolo “Il tuo profumo” (in radio dal 20 marzo), brano che anticipa l’album “Foto mosse”, la cui uscita è fissata per il 17 aprile con preorder già attivo e tracklist svelata nei dettagli. Proprio in questa fase di promozione, Arisa ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto immediatamente discutere, esprimendo un’opinione netta in merito alla scelta – ancora non ufficializzata ma data per certa – di affidare la direzione artistica e la conduzione del Festival a Stefano De Martino.

La critica, mossa in un’intervista a La Repubblica, è tutt’altro che sibillina: se da un lato l’artista premette di non avere “nulla contro De Martino”, riconoscendone le capacità professionali (“è bravo e farà molto bene”), dall’altro non nasconde il rammarico per una scelta che, a suo avviso, rappresenta un’occasione mancata per il sistema musicale italiano. “Avrei preferito una donna, come Elisa”, ha dichiarato, sottolineando come la designazione di un volto maschile (per quanto apprezzato) alla guida della manifestazione dimostri la difficoltà di spostare certi equilibri di potere, dove alla fine “vince sempre il più forte”. Una riflessione, quella di Arisa, che allarga il discorso oltre la semplice questione di genere: per la cantante, l’industria musicale resta un ambiente in cui le artiste devono confrontarsi quotidianamente con “esami, scetticismi, budget minori”, logiche strutturali che il Festival finisce per replicare piuttosto che ribaltare.

Il nuovo disco e il significato di “Il tuo profumo”

Mentre si attende l’album “Foto mosse”, che arriverà a distanza di poco più di un mese dall’esperienza sanremese, Arisa ha voluto raccontare il retroscena personale che ha dato vita al singolo appena rilasciato. Il brano, spiega, è “una canzone sulla gelosia che non è gelosia, ma dolore travestito”, ispirato a una relazione sentimentale ormai conclusa. Il testo scava nella dinamica di chi si sente “l’ultimo romantico” che promette tutto per poi allontanarsi, lasciando però dietro di sé un’impronta indelebile. L’autrice ammette di averlo scritto “dopo una super litigata con quello che era il mio compagno”, confermando una tendenza a riversare nella musica le esperienze più intime e dolorose. Non a caso, si descrive come una donna che nelle relazioni “dà tutto”, conoscendo bene la delusione di chi scopre che dall’altra parte “c’è chi si risparmia”.

Canzonissima, necessità professionale e rapporto con Sanremo

A completare il quadro di un’artista in piena attività, c’è l’approdo al nuovo “Canzonissima”, il celebre format storico che torna in televisione dopo oltre cinquant’anni con la conduzione di Milly Carlucci, debuttando sabato 21 marzo in prima serata su Rai 1. Il programma, che vede Arisa inserita in un cast corale insieme a nomi come Riccardo Cocciante, Elio e le Storie Tese, Malika Ayane e molti altri, si struttura in sei puntate a tema, durante le quali i cantanti si esibiranno con brani di repertorio scelti in base a filoni come “la canzone del cuore” o “il primo successo”. La partecipazione, per la cantante, risponde a una duplice esigenza: da un lato c’è l’entusiasmo per un “format bellissimo” e la possibilità di fare musica in tv, dall’altro emerge una motivazione più concreta e pragmatica. Arisa, che oggi si autoproduce, lo ammette senza giri di parole: “Ho bisogno di lavorare. […] mi finanzio solo con le mie mani e ho bisogno di fare tv”.

Nell’intervista rilasciata in vista della trasmissione, Arisa torna inoltre a parlare del legame complesso – quasi di dipendenza affettiva – che la unisce al Festival di Sanremo. Un rapporto che definisce come “casa mia”, ma che lascia strascichi emotivi pesanti: “A me viene il mal d’Africa quando torno da Sanremo. […] finisce quel trambusto: è finito e mi sono sentita sola”. Una solitudine che si inserisce in una storia artistica fatta di trionfi (come la vittoria nel 2014) ma anche di cicatrici profonde, legate a episodi di cronaca personale che la cantante ha scelto di raccontare in modo sempre più trasparente.

Un percorso fatto di fragilità e trasparenza

L’immagine pubblica di Arisa, oggi, non può prescindere dalla narrazione della sua fragilità: un terreno che la cantante ha deciso di esplorare con coraggio, in particolare parlando della tricotillomania, il disturbo ossessivo-compulsivo che la porta a strapparsi i capelli in modo involontario. Una condizione che ha spiegato pubblicamente, rivelando di aver scelto spesso di portare i capelli corti o di utilizzare parrucche per gestire le conseguenze visibili del comportamento: “Quando ce li ho, me li stacco”. Una confessione che ha contribuito a sensibilizzare il pubblico su un disturbo ancora poco conosciuto, mentre la sua carriera prosegue tra nuove pubblicazioni e impegni televisivi, mostrando il volto di un’artista consapevole delle proprie contraddizioni e pronta a trasformarle in materia viva per la musica e per la scena.

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