Cuore a rischio per nove donne su dieci tra i 40 e i 60 anni
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Redazione Salute
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Tradizionalmente considerato un problema a prevalenza maschile, il rischio cardiovascolare si conferma invece una minaccia silenziosa e sottovalutata per la popolazione femminile, che pure registra, per queste patologie, il primato di mortalità sia in Italia che nel resto del mondo. Emerge, da una recente iniziativa di screening, come nove donne su dieci, in una fascia d'età compresa tra i quaranta e i sessant'anni, presentino almeno un fattore di rischio, un dato che spoglia la percezione comune di ogni residuo alibi e impone una riflessione sulla necessità di percorsi diagnostici sempre più mirati.
I numeri dello screening "Cuore in Farmacia"
Oltre 2300 donne sono state sottoposte a controlli gratuiti presso diverse farmacie aderenti al progetto, un'iniziativa promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma che ha coinvolto un campione significativo durante i mesi estivi. L’elettrocardiogramma, uno degli esami cardine della valutazione, ha rilevato anomalie in più di un terzo dei casi, precisamente nel 37,4% delle persone esaminate. La metà di queste criticità, per la precisione, riguardava il ritmo cardiaco, mentre una percentuale considerevole, il 41,2%, era relativa a disturbi della conduzione intraventricolare, segnali che, seppur non sempre immediatamente allarmanti, richiedono comunque un approfondimento specialistico.
Il profilo di rischio emerso dai dati
Accanto alle alterazioni riscontrate tramite l’esame strumentale, si è delineato un profilo di rischio complesso, dove i fattori modificabili giocano un ruolo di primo piano. Tra le donne con un elettrocardiogramma non nella norma, quasi una su quattro risultava in sovrappeso e il 13,2% in condizioni di obesità, elementi che, com'è noto, contribuiscono in maniera sostanziale a compromettere la salute dell'apparato cardiocircolatorio. Questi dati, nel loro insieme, dipingono un quadro in cui la prevenzione primaria, fondata su stili di vita corretti, si intreccia indissolubilmente con la diagnosi precoce.
La risposta territoriale a Forlì
Proprio per far fronte a queste evidenze e per colmare un divario di attenzione che storicamente ha caratterizzato l'approccio alla medicina di genere, sul territorio nazionale iniziano a sorgere servizi dedicati. A Forlì, ad esempio, presso l'Associazione Cardiologica Forlivese, è stato recentemente attivato un ambulatorio specificamente concepito per la prevenzione cardiovascolare femminile. Un'iniziativa che mira a offrire un punto di riferimento concreto, cercando di intercettare quelle disuguaglianze, ancora esistenti, che riguardano la diagnosi e il trattamento delle patologie cardiache tra le donne.




