Addio a Elena, la diciottenne intrappolata nel corpo di una bambina
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Redazione Interno
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Elena Dellepiane, la giovane genovese di 18 anni affetta da una malattia rarissima che l’ha costretta a vivere in un corpo di bambina, è morta sabato pomeriggio all’ospedale Gaslini di Genova. La sua condizione, una mitocondriopatia geneticamente determinata (Nubpl), è una patologia neurodegenerativa che blocca la crescita e compromette il funzionamento degli organi interni, portando progressivamente all’atrofizzazione di muscoli e tessuti. In Italia, Elena era l’unica persona affetta da questa malattia, mentre nel mondo si contano appena una ventina di casi.
La notizia della sua scomparsa è stata annunciata dalla madre, Andreea Porcilescu, attraverso la pagina Instagram @ildiariodiuanamammarara, seguita da oltre 220mila persone. In un post commovente, Andreea ha scritto: “Elena, tesoro, voglio ricordarti con questo sorriso. Ora canterai con gli angeli. La tua famiglia ti amerà per sempre. Un giorno ci rivedremo”. Le parole della madre, cariche di dolore ma anche di speranza, hanno scosso migliaia di persone, che hanno espresso solidarietà e vicinanza alla famiglia attraverso messaggi e commenti.
I funerali di Elena si terranno martedì 11 febbraio alle 10 nella chiesa evangelica di via Degola 20, a Genova Sampierdarena. Andreea, rivolgendosi ai follower e ai tanti che hanno seguito la storia della figlia, ha definito il funerale non come un addio, ma come un “arrivederci”. Un modo per sottolineare il legame indissolubile con la figlia e la speranza di un ricongiungimento spirituale.
La malattia di Elena, diagnosticata alla nascita, l’ha costretta a una vita di sfide quotidiane, con un corpo che non ha mai superato le dimensioni di quello di una bambina di cinque anni. Nonostante le difficoltà, la sua storia ha toccato il cuore di molti, diventando un simbolo di coraggio e resilienza. La sua battaglia, raccontata con trasparenza e amore dalla madre sui social, ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie rare e sulle difficoltà affrontate dalle famiglie che convivono con queste patologie.




