Inter-Napoli 3-2, l'analisi di una rimonta che lascia l'amaro in bocca ad Allegri e al suo Napoli
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Redazione Sport
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C’è da sentirsi male, per il modo con cui il Napoli spegne le luci a San Siro. A un passo dal trionfo, Massimiliano Allegri si ritrova sprofondato nell’abisso, e le sue parole nel post partita risuonano come una condanna: «Quando Anguissa ha sbagliato quel gol, ho detto adesso ci puniscono e perdiamo la partita». Profeta di sventura, nella serata in apparenza più dolce di questo avvio di stagione, l’allenatore azzurro raccoglie solo veleno e rammarico, in una partita che avrebbe potuto rappresentare una svolta e che invece si trasforma in un doloroso stop.
Al termine di una gara combattuta e ricca di episodi, il tecnico ha riconosciuto i meriti della squadra, ma ha evidenziato anche alcune disattenzioni difensive che hanno condizionato il risultato e sulle quali sarà necessario intervenire per non vanificare gli sforzi compiuti.
L'illusione del doppio vantaggio e la doccia gelata della rimonta
La partita, valevole per la terza giornata di Serie A, sembrava essersi messa sui binari giusti per gli azzurri, che dopo un primo tempo a reti inviolate erano riusciti a portarsi sul doppio vantaggio con le reti di Matteo Politano e Rasmus Hojlund. Un vantaggio che sapeva di rivalsa e che faceva ben sperare per il prosieguo della stagione, cancellando almeno in parte l'amaro per la sconfitta iniziale contro il Como. Tuttavia, la reazione dell'Inter è stata immediata e travolgente.
La squadra di Cristian Chivu, come ha poi raccontato lo stesso tecnico nerazzurro, ha alzato i giri del motore, trovando il coraggio di giocare a viso aperto e ribaltando il risultato con le reti di Lautaro Martinez e Marcus Thuram. Una rimonta che, a sentire le parole di Allegri, era nell'aria, quasi come una profezia che si autoavvera dopo l'occasione clamorosa fallita da Anguissa quando il punteggio era ancora sul 2-1.
Le scelte di Allegri al centro delle critiche: i cambi e i singoli
Il giorno dopo, la sconfitta brucia ancora di più e le analisi si concentrano inevitabilmente sulle decisioni dell'allenatore. La Gazzetta dello Sport è stata particolarmente critica, definendo "azzardata" la rinuncia a Stanislav Lobotka, sostituito nella ripresa e il cui ingresso in campo di Gilmour lo ha fatto rimpiangere sin dal primo pallone giocato. Altrettanto discussa è stata la scelta di togliere un positivo Rasmus Hojlund per inserire Lorenzo Lucca, un cambio che, secondo il quotidiano sportivo, è costato carissimo ad Allegri.
Anche l'ingresso di Kevin De Bruyne, inserito per dare qualità e gestione del pallone, non ha sortito l'effetto sperato, con la squadra che ha finito per sciogliersi invece di mantenere il controllo della gara. Sul banco degli imputati finisce anche Alisson Santos, il portiere brasiliano, di cui Allegri stesso ha sottolineato, nel post partita, i troppi errori nei controlli con la suola, sebbene abbia giustificato la prestazione con il lungo infortunio alle spalle del calciatore.
L'analisi dei tecnici: tra elogi, critiche e un gesto di sportività
Nonostante le critiche, Massimiliano Allegri ha provato a gettare acqua sul fuoco, elogiando la prestazione della squadra e sostenendo che il Napoli è stato all'altezza della squadra più forte del campionato. Lo stesso Cristian Chivu, al termine della partita, ha voluto fare i complimenti al Napoli, definendolo una squadra forte con giocatori che fanno la differenza e, aggiungendo, "anche allenata bene".
Un attestato di stima che trova riscontro anche in un gesto di fair play dell'allenatore azzurro, che come riportato dal Corriere della Sera, al triplice fischio ha voluto complimentarsi con la terna arbitrale guidata da Orsato. Un comportamento esemplare che, nonostante la sconfitta, dimostra la grande sportività di Allegri, capace di riconoscere il lavoro altrui anche nei momenti di maggiore frustrazione.
La sconfitta a San Siro, al di là dei singoli episodi, riapre il dibattito su una squadra che, per ora, sembra pagare a caro prezzo ogni singolo errore, come ha sottolineato lo stesso Allegri, che ha ricordato come la squadra abbia subito cinque gol in due partite. La strada è ancora lunga, ma la consapevolezza di aver gettato al vento una vittoria che sarebbe stata una "panacea" per l'ambiente lascia un segno difficile da cancellare.
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