Il Napoli sogna, ma il Napoli dei bookmaker non esiste: la rimonta scudetto vale (solo) 8,00
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Redazione Sport
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Un lampo di Politano accende il "Maradona”, regala al Napoli il big match contro il Milan e rilancia il sogno tricolore dei campioni d’Italia in carica. La vittoria, firmata dall'esterno di Conte – il quale lo ha inserito al 74' per Spinazzola e cinque minuti dopo è stato ripagato con il gol partita – vale il sorpasso in classifica proprio ai danni dei rossoneri: ora gli azzurri sono secondi in solitaria, a -9 dall’Inter capolista. Se il campo racconta di una squadra che non molla, i numeri delle agenzie di scommessa raccontano però un’altra verità, molto più cinica e spietata. Per i bookmaker, infatti, il destino del campionato è già scritto: nonostante le cinque vittorie consecutive (una striscia che ha dimezzato lo scarto dalla vetta, portandolo dagli attuali -7 rispetto ai -14 di poche settimane fa), la clamorosa rimonta dei partenopei si gioca a 8,00 su Planetwin365. Una quota, quest’ultima, che profuma di eroismo statistico più che di concreta probabilità, soprattutto se messa a confronto con l’1,05 con cui viene quotato il tricolore nerazzurro su 888sport.
Calendari e psicologia: la volata che vale un’altra stagione
A distanza di una stagione, il film del duello tra Inter e Napoli si ripete. Seppur con un gap attuale di 7 punti – che a 7 giornate dalla fine rappresenta un margine comunque significativo ma non abissale – le due squadre si ritrovano a comandare la scena nella volata finale che varrà lo Scudetto. Da una parte c’è la matricola Cristian Chivu, il quale, dopo aver raccolto i cocci di un’Inter lasciata in braghe di tela da Simone Inzaghi (attirato dai petroldollari dell’Arabia dopo un ko da mal di testa in finale di Champions, 5-0 per il Psg), sta dimostrando una mano ferma e una grande capacità di tenere il gruppo. La fresca prestazione contro la Roma, un travolgente 5-2, ha cementato le speranze nerazzurre, mostrando un recupero fisico e mentale importante dopo la sosta. Dall’altra parte, Antonio Conte – che pure si dice lusingato dalle voci che lo vorrebbero sulla panchina della Nazionale – prova a tenere i piedi per terra, predicando realismo ma senza mai spegnere la scintilla della competizione.
Il fattore Chivu e la lezione di Conte
A imparare in fretta ci sta riuscendo anche un giovane rampante come Cristian Chivu. Se da un lato l’esperienza di Conte rappresenta un valore aggiunto per la rincorsa – e lo ha dimostrato con le mosse dalla panchina che hanno deciso il match con il Milan – dall’altro il tecnico rumeno ha già dimostrato di sapersi destreggiare tra le pressioni di una panchina pesante, trovando subito la quadratura del cerchio dopo un avvio altalenante. I nerazzurri, forti del vantaggio in classifica, sanno di poter gestire il vantaggio, mentre gli azzurri sono obbligati a vincere tutte le partite rimanenti per sperare, un compito che lo stesso Conte definisce "difficile" ma non impossibile. La lotta è quindi una questione di nervi oltre che di gambe, e il confronto tra i due allenatori – il veterano e l’esordiente – aggiunge un ulteriore strato di fascino a questa corsa.
Il calendario come campo di battaglia
L’analisi dei calendari, poi, offre spunti contraddittori. Da una parte, l’Inter deve ancora affrontare trasferte insidiose come quella sul campo del Como (quarta forza del campionato) e della Lazio, oltre alla sfida interna con il Bologna. Dall’altra, il Napoli non ha vita facile: deve vedersela con Parma, Lazio e una trasferta proprio a Como, ma ha il vantaggio di giocare diverse partite decisive al "Maradona". Ciò che conta, però, è la percezione. E al momento, nonostante le smentite sul campo, la percezione dei mercati è inequivocabile: per vedere il Napoli campione d’Italia, ci vuole un’impresa da otto volte la posta.




