Usa sparano su nave Vela Nova nel Golfo dell'Oman per violare il blocco dei porti iraniani
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Redazione Esteri
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Le forze armate degli Stati Uniti hanno aperto il fuoco, nelle prime ore di oggi, contro una nave portacontainer battente bandiera panamense che stava tentando di forzare il blocco navale imposto da Washington ai porti iraniani, un episodio che segna un'ulteriore escalation nelle acque del Golfo dell'Oman e che è stato riportato dal Wall Street Journal citando fonti ufficiali statunitensi.
L'incidente, che ha visto protagonisti i militari del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), si è concretizzato con il lancio di un missile da un elicottero MH-60 della Marina, il quale ha colpito il timone della nave denominata Vela Nova, dopo che l'equipaggio aveva ignorato ripetuti avvertimenti provenienti dal personale impegnato nelle operazioni di controllo e interdizione marittima.
La nave, che si trovava a circa 71 miglia nautiche al largo della costa del Pakistan mentre procedeva in direzione ovest, è stata quindi fermata nella sua corsa, con l'azione militare che ha provocato un incendio a bordo, il quale è stato successivamente domato dall'equipaggio stesso.
I dettagli dell'operazione e le conseguenze a bordo
Secondo le ricostruzioni fornite da fonti ufficiali e dalla società di sicurezza marittima Vanguard, che per prima aveva segnalato l'attacco, il missile lanciato dall'elicottero ha centrato il timone della portacontainer, causando un incendio che ha richiesto un intervento tempestivo per essere spento, ma non ha causato vittime tra i 17 membri dell'equipaggio, tutti risultati in salvo e rintracciati dopo l'accaduto.
Il personale militare statunitense ha agito dopo che la nave, battezzata Vela Nova e registrata sotto bandiera panamense, aveva dimostrato la chiara intenzione di eludere l'embargo che gli Stati Uniti hanno imposto per colpire le esportazioni petrolifere dell'Iran e che rappresenta un tassello fondamentale della strategia di pressione economica e diplomatica attuata dall'amministrazione Trump nei confronti di Teheran.
Un aspetto significativo emerso dalle prime ricostruzioni riguarda il tentativo, da parte dell'equipaggio della nave colpita, di trasferirsi su un'altra imbarcazione civile subito dopo l'attacco, un movimento che ha attirato l'attenzione degli osservatori e che potrebbe suggerire la volontà di abbandonare il natante danneggiato, anche se le autorità statunitensi non hanno fornito ulteriori dettagli su questa manovra.
Il contesto delle tensioni nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso
L'attacco alla Vela Nova si inserisce in un quadro di estrema tensione che sta interessando le rotte marittime strategiche del Medio Oriente, in particolare lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, dove gli equilibri sono resi fragili dalla contrapposizione tra gli Stati Uniti e l'Iran, con quest'ultimo che sostiene i ribelli Houthi nello Yemen, i quali hanno intensificato le loro azioni contro il traffico commerciale.
Nella stessa giornata di oggi, mentre l'elicottero americano colpiva la portacontainer nel Golfo dell'Oman, un'altra nave mercantile, il Tihamah battente bandiera liberiana, è stata attaccata con tre missili balistici dagli Houthi all'imbocco del Mar Rosso, un episodio che ha provocato un bilancio drammatico di quattro marinai uccisi, tre pachistani e un indonesiano, secondo quanto riportato dal Ministero dei Trasporti yemenita e dalla guardia costiera, che hanno parlato anche di feriti tra l'equipaggio e i soccorritori.
Questi due eventi, avvenuti quasi in contemporanea, mostrano come il conflitto si stia allargando su più fronti marittimi, con gli Stati Uniti che agiscono per far rispettare il blocco contro l'Iran e i gruppi filo-iraniani che rispondono colpendo gli interessi commerciali nelle acque sotto il loro controllo o influenza, creando una situazione di pericolo costante per le imbarcazioni civili che solcano quelle rotte.
Le reazioni e la posizione del Centcom
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato ufficialmente l'operazione, spiegando che l'elicottero della Marina ha sparato due missili Hellfire contro il vano macchine della Vela Nova, con l'obiettivo preciso di neutralizzare la minaccia rappresentata dal tentativo di forzare il blocco navale, e ha aggiunto che le forze americane hanno già deviato 55 navi commerciali che tentavano di infrangere l'embargo, rendendone inoffensive altre tre e salendo a bordo di due imbarcazioni.
Il messaggio trasmesso da Washington è chiaro: la determinazione a far rispettare le sanzioni e il blocco dei porti iraniani rimane intatta, nonostante le crescenti tensioni diplomatiche e militari nella regione, e la risposta militare alla Vela Nova rappresenta un avvertimento per tutte quelle navi che potrebbero essere tentate di sfidare le restrizioni imposte dagli Stati Uniti.
L'episodio, tuttavia, ha anche riacceso i riflettori sulla fragilità della situazione nei mari del Medio Oriente, dove gli interessi geopolitici, economici e militari si intrecciano in modo sempre più pericoloso, con le compagnie di navigazione che devono ora confrontarsi con un rischio elevato per le loro imbarcazioni e i loro equipaggi, mentre il prezzo del petrolio, già in balia delle oscillazioni del mercato, ha subito un'impennata a causa dello stallo nelle trattative per la riapertura dello Stretto di Hormuz e degli attacchi alle infrastrutture energetiche nella regione.
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