L'Inghilterra si conferma campione d'Europa: la Spagna cade ai rigori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A Basilea, sotto un cielo carico di tensione, l'Inghilterra ha scritto un altro capitolo della sua storia calcistica, diventando per la seconda volta consecutiva campione d'Europa nel torneo femminile. Contro la Spagna, reduce dal successo nel Mondiale 2023 e nella Nations League 2024, le Leonesse hanno resistito a un match equilibrato, deciso soltanto dalla freddezza dal dischetto: 4-2 dopo i calci di rigore, con le inglesi impeccabili e le iberiche tradite da due errori e dalle parate di Hannah Hampton.

La partita, giocata su ritmi intensi, aveva visto la Spagna passare in vantaggio al 25° con Mariona Caldentey, autrice di un preciso strike che aveva spezzato la difesa avversaria. L'Inghilterra, però, aveva trovato la risposta nella ripresa grazie ad Alessia Russo, capace di sfruttare un’azione ben costruita per riportare tutto in equilibrio. I supplementari, nonostante qualche occasione da ambo le parti, non avevano modificato il risultato, lasciando che fosse la sorte dei rigori a decidere il vincitore.

Quella che si è consumata in Svizzera non è solo una finale, ma un pezzo di storia: per la prima volta, una nazionale maggiore inglese – maschile o femminile – vince un titolo fuori dai propri confini. Se gli uomini, infatti, possono vantare soltanto il Mondiale del 1966 (vinto in casa contro la Germania), le donne hanno dimostrato di saper imporsi anche lontano da Wembley, dove tre anni fa avevano conquistato il primo alloro continentale.

La Spagna, pur sconfitta, conferma di essere una delle potenze del calcio femminile, ma questa volta non è bastata. L’assenza di Alexia Putellas, rimasta in panchina per gran parte della gara, ha pesato nel finale, mentre il talento di giocatrici come Aitana Bonmatì e Salma Paralluelo non è riuscito a scardinare la compattezza inglese.

Per Sarina Wiegman, ct delle Leonesse, è il secondo Europeo consecutivo alla guida della squadra, un traguardo che consolida la sua reputazione come una delle migliori strateghe del movimento. Dall’altra parte, Jorge Vilda dovrà fare i conti con l’amarezza di aver mancato il tris, nonostante una squadra che, almeno sulla carta, sembrava avere tutte le carte in regola per dominare.

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