Inchiesta Ponte sullo Stretto, Miele lascia il Csm dopo l’indagine
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Redazione Interno
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L’inchiesta Ponte sullo Stretto registra un nuovo sviluppo con le dimissioni di Tommaso Miele dall’incarico di presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Consiglio superiore della magistratura. L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti è indagato nell’ambito dell’indagine aperta dalla procura di Roma, che si concentra su presunti tentativi di influenzare il percorso di approvazione del progetto definitivo della grande opera. La decisione di lasciare l’incarico è stata resa nota da fonti del Csm e arriva mentre proseguono gli accertamenti sui rapporti tra figure imprenditoriali, professionali e ambienti politici citati nell’inchiesta.
Le contestazioni al centro dell’indagine
Secondo l’ipotesi formulata dai magistrati, l’avvocato Giacomo Saccomanno, già commissario della Lega in Calabria, e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio avrebbero prospettato a Miele la possibilità di ottenere incarichi in enti pubblici dopo il pensionamento. In cambio, sempre secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata richiesta un’attività finalizzata a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti relativo all’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. L’indagine punta inoltre a chiarire una serie di rapporti e contatti che avrebbero coinvolto soggetti interessati all’iter della grande infrastruttura.
Tra gli elementi emersi figurano presunte pressioni esercitate sull’ex giudice contabile per ottenere informazioni riservate e favorire sostegni in vista di futuri incarichi. Gli investigatori stanno approfondendo anche tentativi di avvicinamento ad altri magistrati e una rete di contatti politici che, secondo quanto riportato nell’ambito dell’inchiesta, avrebbe avuto un ruolo nelle interlocuzioni oggetto di verifica. Parallelamente restano aperti altri filoni investigativi collegati, seguiti dagli uffici giudiziari competenti, mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire con precisione i rapporti tra i diversi soggetti coinvolti.
Le dimissioni dal Csm e il contesto sul Ponte sullo Stretto
Tommaso Miele aveva assunto la presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti del Csm per il quadriennio 2025-2028 a titolo gratuito. Successivamente, nel marzo 2026, il plenum aveva deliberato per quell’incarico un compenso lordo annuo pari a 27 mila euro. Le dimissioni intervengono ora in una fase particolarmente delicata, segnata dall’attenzione pubblica e istituzionale generata dall’inchiesta sul Ponte sullo Stretto e dalle verifiche in corso da parte della procura di Roma.
L’indagine ha riportato al centro del dibattito anche lo stato di avanzamento del progetto infrastrutturale. Mentre il governo è impegnato ad accelerare il percorso verso l’apertura dei cantieri, restano ancora alcuni passaggi da completare e continuano a essere richiamati i rilievi formulati in passato sul progetto. Alla discussione si aggiunge il tema dei costi dell’opera, aumentati nel tempo, elemento che contribuisce a mantenere alta l’attenzione attorno alla realizzazione del collegamento tra Calabria e Sicilia. Le notizie sull’inchiesta hanno inoltre alimentato iniziative di protesta e raccolte firme promosse da comitati che chiedono chiarimenti sulla vicenda e sulle possibili implicazioni emerse dalle indagini.




