Attacco alla base Unifil in Libano, feriti militari italiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che le basi Unifil non sono scudi, ma ha confermato la permanenza delle truppe italiane in Libano. La situazione nel paese mediorientale è diventata sempre più tesa dopo il terzo episodio di razzi che ha colpito i militari italiani a Shama, la base principale del settore Ovest. Gli attacchi, che hanno causato feriti tra i nostri soldati, hanno suscitato reazioni di indignazione e preoccupazione da parte del governo italiano.

Nonostante i Caschi Blu non siano l'obiettivo diretto degli attacchi, la forza di interposizione si trova in una posizione delicata, tra l'incudine e il martello, al centro degli scontri tra l'esercito israeliano e Hezbollah. Con l'avanzata delle truppe israeliane in Libano, le basi Unifil si trovano sulla linea di tiro di Hezbollah. La furia dei bombardamenti israeliani su Beirut, mai così intensa dall'inizio dell'invasione, sembra contraddire le voci di un possibile cessate-il-fuoco, che secondo la stampa di Tel Aviv ha l'80% di probabilità di essere raggiunto nei prossimi giorni.

Mercoledì scorso, il nuovo leader di Hezbollah ha annunciato in televisione di aver accettato il piano di pace americano, dichiarando che ora la palla è nelle mani di Israele. Le prime pagine dei quotidiani di oggi, 23 novembre, sono dedicate alla situazione in Libano, con particolare attenzione ai missili di Hezbollah che hanno colpito la base Unifil e ai militari italiani feriti.

Inoltre, i giornali riportano il mandato di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha diviso l'opinione pubblica occidentale.

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