Razzi contro la base Unifil in Libano, feriti quattro militari italiani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'altra giornata di tensione si è conclusa in Libano, dove la missione Unifil, e in particolare i militari italiani impegnati nella missione di peacekeeping, sono stati nuovamente bersaglio di attacchi. Due razzi da 122 millimetri hanno colpito la base Unp 2-3 di Shama, situata nel sud del Libano, che ospita il contingente italiano e il comando del settore ovest di Unifil. Gli attacchi contro i diversi contingenti nazionali della missione Onu si sono intensificati nelle ultime settimane, ma fortunatamente, fino ad ora, si sono conclusi con feriti non gravi o senza danni.

Il ministro degli esteri, Antonio Tajani, ha riferito che quattro militari italiani sono rimasti feriti, ma nessuno di loro è in pericolo di vita. Prima che tre proiettili da 122 millimetri scuotessero la base di Shama, l’altoparlante collegato alla sala di crisi del contingente italiano dell’Unifil ha lanciato l’allarme, pronunciando più volte il codice "Livello 3". I soldati della Brigata Sassari e di altri reparti impegnati nella vigilanza della blue line hanno immediatamente indossato elmetti e giubbotti di protezione per ripararsi nei bunker.

Dalla base di Shama, quartier generale italiano nel Libano del sud, sono arrivate subito le prime rassicurazioni: nessuno è in pericolo di vita. Un sospiro di sollievo per tutti, dai colleghi allo Stato maggiore, dal governo agli amici e parenti di quegli oltre mille uomini delle forze armate schierati lungo la Blue Line. Questa linea di confine, definita come linea di demarcazione da Unifil, è ora diventata una linea del fronte.

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