Black monday per i mercati, indici in caduta libera tra dazi e timori di recessione
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Redazione Esteri
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I mercati globali hanno vissuto una giornata da incubo, con perdite a doppia cifra in Asia e tonfi storici in Europa, mentre la guerra commerciale scatenata dall’amministrazione Trump continua a seminare panico tra gli investitori. Nonostante i ripetuti segnali d’allarme lanciati dalle borse nelle scorse settimane, il presidente americano ha ribadito la sua linea dura sui dazi, definendoli «una cura» per l’economia statunitense, senza curarsi delle ricadute mondiali.
Il Nikkei ha chiuso in ribasso del 6%, ma è stata la Cina a registrare le performance peggiori: Shanghai ha perso l’8%, Taiwan il 10% e Hong Kong, travolta da vendite indiscriminate, è crollata del 13,22%. Un tracollo che ha trascinato anche l’Europa, dove lo Stoxx 600 è precipitato del 5,86%, bruciando in poche ore circa 890 miliardi di euro. Milano, una delle piazze più colpite, ha visto l’indice Ftse Mib cedere il 6,17%, con Leonardo e il settore bancario in prima fila tra i titoli più penalizzati. Francoforte (-5,68%), Parigi (-5,56%), Madrid (-5,33%) e Londra (-4,52%) hanno completato un quadro già di per sé drammatico.
Wall Street, reduce da un venerdì nero in cui aveva perso 500 miliardi di dollari in due giorni, ha confermato il trend negativo all’apertura. Le dichiarazioni di Trump, che sembra intenzionato a proseguire con la politica protezionista nonostante le pressioni internazionali, hanno alimentato il timore di una recessione globale, spingendo gli operatori a liquidare posizioni in massa. Intanto, le borse del Pacifico non hanno trovato sollievo: Sydney (-6%) e Seul (-5%) hanno seguito Tokyo (-7%) nel baratro, mentre i futures suggeriscono che l’ondata di vendite potrebbe non essersi ancora esaurita.




