Le Borse europee aprono in rosso tra tensioni sui dazi e timori inflazionistici

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le principali piazze finanziarie europee hanno iniziato la settimana con pesanti perdite, trascinate dal nervosismo degli investitori in vista dell’entrata in vigore dei dazi statunitensi, prevista per domani. A Milano, l’Ftse Mib ha segnato il peggior rendimento tra gli indici del Vecchio Continente, cedendo l’1,5%, mentre Francoforte ha registrato un calo dell’1,2%, con il Dax in netto ribasso. Le attese si concentrano ora sui dati relativi all’inflazione armonizzata di marzo, che potrebbero influenzare ulteriormente i mercati, già sotto pressione.

A pesare sulle quotazioni sono soprattutto le ultime dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che hanno riacceso i timori di un’escalation protezionistica. Se da un lato i titoli di Stato mostrano una relativa stabilità, dall’altro l’oro ha toccato un nuovo record storico, superando i 3.100 dollari, rifugio preferito in un contesto di incertezza. Tra i settori più colpisi, quello bancario ha accusato il colpo più duro, con Monte dei Paschi (-3,5%), Prysmian (-3,1%) e Bper (-3,1%) in netto calo.

Sul fronte dei singoli titoli, Tim ha invece mantenuto un lieve rialzo dello 0,1%, mentre Poste Italiane ha chiuso in negativo (-1%). L’euro, intanto, oscilla in un range ristretto contro il dollaro, con gli operatori che sembrano preferire la cautela in attesa di sviluppi. A Londra e Parigi, il tonfo è stato meno marcato ma comunque significativo, confermando un clima di diffusa avversione al rischio.

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