Barbara D’Urso rompe il silenzio su Mediaset: «fanta-denaro e fanta-pretese, a breve la verità»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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«Sto leggendo cose di fanta-denaro, di mie fanta-pretese. Sorrido. A breve saprete la verità, le vere motivazioni». Con questo messaggio, affidato giovedì sera a X e a una storia Instagram, Barbara D’Urso ha interrotto un silenzio che durava da mesi. La conduttrice, che aveva scelto di non replicare a gran parte delle voci circolate dopo la rottura con l’azienda di Cologno Monzese, ha così risposto a quelle che definisce «fantasie» giornalistiche. D’Urso allude – senza mai citarle esplicitamente – ad alcune indiscrezioni relative a presunte richieste economiche da lei avanzate nei confronti dell’ex datore di lavoro. E lo fa con un tono che mescola ironia e determinazione, promettendo rivelazioni imminenti.
La causa civile e il nodo delle trattative del 2023
Il silenzio rotto dalla conduttrice arriva a pochi giorni dalla notizia – confermata da più fonti – dell’avvio di una causa legale davanti al tribunale civile di Milano. Sarà quel giudice, dunque, a scrivere la parola fine su un rapporto professionale durato oltre vent’anni. Secondo quanto riportato dall’Ansa, una fonte anonima vicina agli ambienti televisivi avrebbe fornito dettagli sulle trattative del 2023, parlando di un guadagno complessivo vicino ai 35 milioni di euro maturati dalla conduttrice in circa due decenni di collaborazione. La stessa fonte avrebbe accennato a pretendere economiche della D’Urso, proprio quelle che lei ribattezza con il neologismo «fanta-pretese».
L’atto del divorzio: angherie o fine inevitabile?
La causa, depositata dai legali della showgirl, ruota attorno a un quesito preciso: la separazione da Mediaset fu segnata da persecuzioni e ingerenze – come sostiene la D’Urso – oppure rappresentò la conclusione fisiologica di un rapporto ormai logorato, con l’azienda che avrebbe cercato di venire incontro il più possibile alla sua star? Sulla seconda ipotesi, e cioè sulla ricostruzione dell’azienda, si basa la linea difensiva del Biscione. I legali di Cologno hanno già fatto sapere, in una nota, di respingere «ogni addebito mosso dalla signora». Senza però aggiungere particolari sulle cifre o sulle dinamiche interne.
Il funerale di Berlusconi e l’inizio della «caduta»
Non è un dettaglio secondario, in questa vicenda, la circostanza temporale che segnò l’inizio della crisi. Come è noto, il rapporto tra D’Urso e l’azienda cominciò a incrinarsi il giorno del funerale di Silvio Berlusconi. In quella circostanza, la conduttrice – intervistata dai cronisti presenti – decise di utilizzare i minuti dei microfoni accesi non solo per commemorare il fondatore di Forza Italia, ma anche per parlare del proprio programma televisivo. Un comportamento che, secondo alcune fonti interne alla società, venne giudicato inappropriato. Da quel momento, la parabola della regina dei pomeriggi Mediaset sarebbe entrata in una fase discendente, culminata nell’addio e nella successiva battaglia legale.
Diritti non pagati e ingerenze nel lavoro
La conduttrice, attraverso i propri avvocati, denuncia anche presunti diritti non corrisposti e un clima di «ingerenze» nella gestione della sua attività professionale. Aspetti, questi, su cui il tribunale civile sarà chiamato a esprimersi. Non si tratta solo di soldi, insinua la difesa della D’Urso, ma di modalità di controllo e di pressioni che avrebbero reso impossibile, a un certo punto, una prosecuzione serena del rapporto. Mediaset, dal canto suo, ha sempre respinto ogni ipotesi di comportamenti vessatori, definendo la fine della collaborazione come una scelta editoriale legittima.




